Obesità e Olimpiadi: come Milano Cortina 2026 ha portato la sensibilizzazione negli spazi pubblici

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Milano-cortina 2026 ha riservato, per la prima volta, uno spazio espositivo dedicato all’obesità, intesa non come colpa personale ma come una condizione complessa e multifattoriale.

L’iniziativa ha messo insieme atleti, ricercatori e associazioni di pazienti con l’intento di cambiare il racconto pubblico: non solo dati, ma anche strumenti pratici e percorsi di prevenzione e cura pensati per essere comprensibili e utili.

Che cosa c’era negli spazi
Nell’area espositiva sono stati presentati studi epidemiologici, poster informativi e protocolli condivisi da centri di ricerca e realtà associative. Esperti e rappresentanti di società scientifiche hanno dialogato con il pubblico, illustrando prevalenza, fattori di rischio e possibili esiti clinici.

I materiali hanno insistito sulla necessità di approcci multidisciplinari, ricordando che geni, ambiente e condizioni socioeconomiche contribuiscono al quadro complessivo. Non si trattava di discorsi astratti: pannelli e testi contenevano esempi concreti e riferimenti scientifici pensati per chi non è del settore.

“Da performance a vita quotidiana”: la scelta di Lilly
Lo sponsor Lilly ha spostato l’attenzione dei Giochi verso la dimensione sanitaria dell’obesità, puntando a far emergere le difficoltà reali che le persone incontrano ogni giorno.

Il programma prevedeva contenuti informativi, esperienze interattive e momenti di confronto con specialisti per raccontare percorsi di ricerca, terapie e reti di supporto. Il messaggio chiave valorizzava allenamento e costanza, mettendo in parallelo pratica sportiva e percorsi di cura: risultati che nascono da tentativi, errori e ripartenze.

The Impossible Gym: una metafora che parla
Al centro della campagna c’era The Impossible Gym – Winter Edition, un’installazione che mostrava attrezzi invernali bloccati nel ghiaccio (sci, snowboard, pattini).

L’idea era visualizzare la “resistenza biologica” che può rendere difficile la perdita di peso, spostando il focus dalla sola volontà individuale verso fattori metabolici, genetici e ambientali. Accanto all’opera, pannelli informativi spiegavano il metabolismo e riportavano studi clinici per chiarire perché perdere peso non è mai una questione solo di “volerlo”.

Impatto comunicativo e prossimi passi
L’esperimento ha l’obiettivo di cambiare il tono della conversazione pubblica: meno giudizio, più evidenza. Gli organizzatori hanno previsto di monitorare la ricezione dell’installazione e di produrre report che valutino l’efficacia comunicativa.

Sono inoltre allo studio la diffusione dei materiali scientifici collegati e l’eventuale replica del progetto in altri spazi pubblici.

Dialogo con scienza e associazioni
La campagna ha ottenuto il patrocinio della Società Italiana dell’Obesità (SIO) e il sostegno di Amici Obesi, che hanno contribuito a definire i contenuti per garantirne la solidità scientifica. All’interno dell’allestimento si sono svolte masterclass con specialisti, incontri con pazienti e consulenze pratiche su temi come il calcolo dell’indice di massa corporea e le opzioni terapeutiche.

L’intento è offrire informazioni chiare, comprensibili e non stigmatizzanti.

Voci dal campo
Professionisti e rappresentanti delle associazioni hanno chiesto un linguaggio semplice e rispettoso. Roberto Vettor, della SIO, ha insistito sulla necessità di rendere accessibili spiegazioni mediche complesse; Iris Zani, di Amici Obesi, ha sottolineato come la collocazione dell’installazione in un contesto sportivo aiuti a dare visibilità al “corpo reale” e a sfidare i pregiudizi sociali. Sul tavolo ci sono già piani per estendere le attività informative e per costruire partnership locali che mantengano rigore e coerenza terminologica.

Fan Village ed esperienze interattive
Lilly ha allestito due Fan Village a Milano e a Cortina con igloo esperienziali, totem, QR code e contenuti multimediali che raccontano scoperte mediche accostandole alle imprese sportive. Lo scopo è collegare resilienza atletica e progresso scientifico, mostrando che siano nello sport sia nella cura servono metodo, pazienza e ricominciare. Anche queste iniziative rientrano nel piano di monitoraggio dell’impatto e nella valutazione di possibili estensioni.

Un approccio multidisciplinare
La campagna promuove la collaborazione tra medici, nutrizionisti, psicologi e servizi socio-sanitari: l’obesità è spesso cronica e richiede percorsi personalizzati fondati su evidenze.

I materiali educativi puntano a ridurre lo stigma e a facilitare l’accesso a servizi integrati che combinino prevenzione, cura e supporto psicologico.

Campagna “Never Over” e testimonial
La comunicazione pubblica legata ai Giochi ha incluso anche la campagna televisiva Never Over, on air fino al 22 febbraio, che ha associato storie di atleti alla promozione della prevenzione. Testimonial come Sofia Goggia e Arianna Fontana hanno contribuito a tradurre concetti scientifici in esempi pratici e riconoscibili, rafforzando il collegamento tra pratica sportiva e ricerca.

Che cosa c’era negli spazi
Nell’area espositiva sono stati presentati studi epidemiologici, poster informativi e protocolli condivisi da centri di ricerca e realtà associative. Esperti e rappresentanti di società scientifiche hanno dialogato con il pubblico, illustrando prevalenza, fattori di rischio e possibili esiti clinici. I materiali hanno insistito sulla necessità di approcci multidisciplinari, ricordando che geni, ambiente e condizioni socioeconomiche contribuiscono al quadro complessivo. Non si trattava di discorsi astratti: pannelli e testi contenevano esempi concreti e riferimenti scientifici pensati per chi non è del settore.0