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Come ottimizzare il funnel con dati e attribution model
Il marketing oggi è una scienza: i dati raccontano una storia interessante su come piccoli aggiustamenti nell’attribution model e nella funnel optimization possano tradursi in miglioramenti significativi del ROAS.
Giulia Romano, ex Google Ads specialist, osserva che campagne hanno cambiato rendimento rivedendo la misurazione e la distribuzione del credito tra i touchpoint.
Il trend dominante nel 2026 è l’integrazione di dati first‑party con modelli di attribuzione avanzati. I marketer passano da modelli last‑click semplici a soluzioni ibride che combinano rule‑based e data‑driven attribution. La capacità di collegare touchpoint informativi a microconversioni è diventata la differenza tra campagne costose e campagne profittevoli.
L’analisi punta a misurare il contributo di ogni fase del funnel e a quantificare l’effetto delle microconversioni sul risultato finale. I KPI principali includono ROAS, CTR e tasso di conversione per canale. L’adozione di modelli di attribuzione più granulari permette di individuare punti di scarto nel customer journey e ottimizzare budget e creatività.
I dati confermano un incremento medio del CTR contestuale e un miglioramento del ROAS compreso tra il 15% e il 30% per le campagne che adottano un attribution model data‑driven rispetto al last‑click.
Combinando Google Marketing Platform con i dati CRM di HubSpot si ottiene una visione più completa del customer journey. Questo approccio riduce le sovrapposizioni tra touchpoint e rialloca il budget verso punti di contatto ad alta performance.
Nell’esperienza dell’autrice, un ecommerce fashion mid‑market segnava un ROAS stagnante a causa dell’attribuzione last‑click e dell’assenza di tracciamento cross‑device.
Il team ha implementato un modello di attribuzione misto (time decay più data‑driven) e ha integrato first‑party data dal CRM. Dopo le modifiche il cliente ha registrato un aumento significativo delle conversioni attribuite a touchpoint precedenti al last‑click e una crescita del ROAS che si è avvicinata al raddoppio nei principali canali paid.
Le modifiche hanno inoltre migliorato l’efficacia creativa, permettendo di focalizzare le creatività sui segmenti con migliori tassi di conversione.
I prossimi sviluppi attesi riguardano l’estensione del tracciamento cross‑device e la sperimentazione di modelli di attribuzione multi‑touch più granulari per affinare ulteriormente la allocazione del budget.
I miglioramenti sono emersi nei 90 giorni successivi all’implementazione delle modifiche all’attribuzione e alla riallocazione del budget.
La dinamica dietro i numeri mostra come i touchpoint iniziali abbiano generato intenti non immediatamente tracciati. I dati ci raccontano una storia interessante: quei contatti di primo livello favorivano conversioni differite lungo il customer journey. Modificando l’attribution model si è riconosciuto il valore di quei canali e si è migliorata l’efficienza complessiva delle campagne.
I dati raccontano come ottimizzare campagne digitali attraverso cinque passi operativi. Giulia Romano, ex Google Ads specialist, presenta misure testate su campagne reali. Le indicazioni mirano a migliorare tracciamento, attribuzione e allocazione del budget per una maggiore efficienza.
Il controllo deve includere raw data, timestamp e corrispondenze chiave tra sistemi.
Misurare contributo incrementale e varianza statistica. Giulia Romano osserva che i test devono durare quanto basta per superare la stagionalità dei canali.
La documentazione delle decisioni facilita la replicabilità delle improvement.
A valle della documentazione delle decisioni, è essenziale disporre di strumenti che garantiscano tracciamento e integrazione dei dati.
Giulia Romano indica come strumenti raccomandati: Google Marketing Platform per reportistica unificata, Facebook Business per insight paid social e HubSpot per connettere lead lifecycle e revenue. La sinergia tecnica è la chiave.
Giulia Romano osserva: “I dati ci raccontano una storia interessante: le metriche misurabili guidano le scelte operative”.
I KPI fondamentali da monitorare sono:
Ottimizzazioni pratiche basate sui KPI:
Il marketing oggi è una scienza: ogni ipotesi va tradotta in KPI e in piani di test misurabili. I dati raccontano una storia interessante se interpretati nel loro contesto e con metriche coerenti. Nella sua esperienza in Google, Giulia Romano indica che l’approccio più efficace unisce creatività, misurazione robusta e cicli di ottimizzazione rapidi.
Keywords: funnel optimization, attribution model, ROAS. Monitorare costantemente CPA, CPL, tasso di conversione per fase di funnel e contributo incrementale dei canali per orientare le prossime iterazioni e le decisioni di riassegnazione budget.