Chi convive con la dermatite atopica o con una pelle molto reattiva lo sa bene: oltre alle terapie, sono le scelte di ogni giorno a decidere se la cute resta calma o si infiamma. Alla base di queste condizioni c’è una barriera cutanea fragile, che fatica a trattenere l’acqua e a difendersi dagli agenti esterni; ed è proprio qui che le abitudini quotidiane, quelle su cui hai pieno controllo, possono fare molto.
Lana, pile e sintetici accentuano prurito e fastidio, mentre gli abiti aderenti aumentano l’attrito. Meglio fibre naturali e morbide come il cotone, che fanno traspirare la pelle e assorbono il sudore. Anche il bucato ha il suo peso: detergenti delicati e niente ammorbidente evitano residui irritanti sui capi. In casa, occhio agli accumuli di acari (tappeti, tende pesanti, peluche) e in inverno non surriscaldare gli ambienti, perché l’aria secca peggiora la situazione.
Meglio la doccia tiepida e breve del bagno in immersione: il calore eccessivo aumenta la secchezza. Niente spugne, asciugatura tamponando senza strofinare e crema emolliente subito dopo, sulla pelle ancora umida. Quando possibile, scegli detergenti poco schiumogeni e a pH fisiologico, più rispettosi del film protettivo della pelle. Sul fronte alimentazione nessun allarmismo: eventuali intolleranze vanno verificate con il medico, senza eliminare cibi di propria iniziativa.
Adotta la “regola dei 3 minuti”. Applica l’emolliente entro tre minuti dalla doccia, finché la pelle è ancora umida: è il momento in cui trattiene più acqua e l’idratazione rende di più. Tieni il tubetto accanto all’asciugamano, così diventa un gesto automatico. Una pelle idratata con costanza è una pelle che si infiamma meno.