Il tumore al seno metastatico è una sfida complessa, ma i recenti progressi nelle terapie stanno offrendo nuove speranze e migliorando significativamente la qualità di vita delle pazienti.
A partire dal 6 luglio, il Roma Summer Fest ospita il divano rosa della campagna di sensibilizzazione “Due di Noi” promossa da Gilead Sciences Italia con Europa Donna Italia. Questo progetto, dopo la prima tappa a Milano in occasione delle Olimpiadi Culturali di Milano Cortina 2026, continua il suo percorso per portare alla luce il tema del tumore al seno metastatico in luoghi dedicati alla cultura e alla socialità.
L’iniziativa “Dialoghi sul tumore al seno metastatico” ospitata presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ha messo al centro il dialogo tra clinici, associazioni di pazienti e rappresentanti del mondo della ricerca.
L’obiettivo comune è rendere le opportunità dell’innovazione terapeutica equamente e rapidamente disponibili.
«Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo nel trattamento del tumore al seno metastatico», afferma la Prof.ssa Alessandra Fabi responsabile dell’Unità di Medicina di Precisione in Senologia presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. «Oggi disponiamo di terapie innovative che consentono di controllare la malattia più a lungo, preservando al tempo stesso la qualità di vita delle pazienti.
Intervenire precocemente con le opzioni terapeutiche più efficaci significa offrire maggiori opportunità di beneficio clinico, più tempo e più tempo vissuto bene».
La Prof.ssa Fabi ha poi approfondito l’impatto dei più recenti avanzamenti nelle terapie. «La recente approvazione europea di una terapia mirata in prima linea per le pazienti con tumore al seno metastatico triplo negativo, non candidabili all’immunoterapia e per il quale fino a pochissimi anni fa esisteva solo la chemioterapia, rappresenta un ulteriore passo avanti.
L’auspicio è che il percorso di accesso in Italia possa completarsi rapidamente affinché le donne affette da questa neoplasia possano equamente e al più presto riceverla come cura principale».
L’approvazione a cui si fa riferimento riguarda il sacituzumab govitecan un farmaco anticorpo-coniugato (ADC). Gli ADC sono una classe di farmaci composti da un anticorpo che riconosce e si lega ai recettori presenti sulla cellula tumorale, un farmaco chemioterapico e un linker, che li collega e stabilizza.
Dato che l’anticorpo è concepito per legarsi specificamente alla cellula tumorale, consentono di rilasciare il farmaco nel tumore in modo selettivo.
L’evoluzione delle terapie cambia la prospettiva attraverso la quale viene raccontato il tumore al seno metastatico: quella di una vita che continua oltre la malattia, fatta di relazioni, passioni, sport, cultura, lavoro, progetti e momenti di condivisione. Se da una parte i progressi della ricerca stanno ampliando le possibilità terapeutiche, dall’altra è fondamentale garantire un accesso rapido ed equo a coloro che possono beneficiarne.
«L’innovazione è davvero tale solo quando raggiunge tutte le donne, indipendentemente dal luogo in cui vivono», dichiara Rosanna D’Antona Presidente di Europa Donna Italia. «Le associazioni hanno il compito di portare la voce delle pazienti nei tavoli decisionali, favorire il dialogo con le istituzioni e contribuire a ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure. L’obiettivo comune è fare in modo che i progressi della ricerca si traducano rapidamente in benefici reali, consentendo a sempre più donne di guadagnare non solo anni di vita, ma vita negli anni».
Mariagrazia Punzo delegata per il Lazio di Europa Donna Italia ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra tra associazioni pazienti, medicina e istituzioni. «Le associazioni pazienti sono al fianco sia della medicina sia dei tavoli decisionali delle istituzioni. È un lavoro di squadra, perché ciò che conta è far arrivare quanto più possibile queste terapie alle pazienti, garantendo accessibilità e uguaglianza su tutto il territorio nazionale».
Eventi come quelli organizzati nell’ambito del Roma Summer Fest sono significativi perché permettono di parlare di farmaci innovativi come il sacituzumab govitecan che offrono nuove speranze alle pazienti.
«Le pazienti con malattia metastatiche non sono sole nell’affrontare una malattia che, fino a qualche anno fa, significava non avere più speranza. Ora, invece, c’è un obiettivo grande: guadagnare tempo e poter avere sempre più a disposizione farmaci innovativi che garantiscono una migliore qualità di vita, la possibilità di stare meglio e poter avere una progettualità e un futuro», conclude Punzo.