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Un gruppo di caregiver, persone dedicate alla cura di familiari con disabilità, ha manifestato a Roma, in piazza Santi Apostoli, per esprimere il proprio dissenso nei confronti del disegno di legge Locatelli.
Nonostante le difficoltà logistiche e gli impegni quotidiani, la loro partecipazione è stata massiccia, sottolineando l’importanza della questione al centro della manifestazione.
Il disegno di legge in discussione prevede un bonus di 400 euro mensili per i familiari che si occupano di assistenza per almeno 91 ore settimanali. Tuttavia, per ricevere tale aiuto, è necessario avere un Isee non superiore a 15.000 euro e un reddito annuo che non superi i 3.000 euro.
Questa condizione ha portato molti manifestanti a considerare il bonus offerto come una misura insufficiente, definendola addirittura un’elemosina dallo Stato.
Tra i cartelli sollevati, si leggevano frasi come “No all’elemosina di governo” e “Siamo lavoratori a nero dello Stato”, a testimonianza di un malcontento crescente. Davide Amati, delegato dell’associazione Caregiver Familiari Uniti Campania, ha posto una domanda cruciale: “Dov’è la ministra Locatelli?”. Amati ha sottolineato che non si oppongono al ddl in sé, ma chiedono una legge che riconosca adeguatamente il loro difficile lavoro, che richiede una dedizione continua e costante.
La reazione delle forze politiche è stata immediata. Il deputato del Movimento 5 Stelle, Andrea Quartini, ha descritto il ddl come una legge fuffa, sottolineando che non affronta le reali esigenze dei 7 milioni e mezzo di caregiver presenti in Italia. La critica si è concentrata sul fatto che il governo stia preparando una proposta più per scopi elettorali che per apportare cambiamenti significativi nella vita di queste persone.
Le richieste avanzate dai caregiver includono il riconoscimento del loro lavoro come vero e proprio lavoro, con un adeguato compenso e contributi previdenziali, oltre all’accesso a tutele sociali e assistenziali. Un punto cruciale riguarda la richiesta di superare il criterio dell’Isee per l’assegnazione dei bonus, considerato un ostacolo significativo per molte famiglie.
I caregiver non si limitano a chiedere un riconoscimento economico, ma esprimono anche preoccupazioni riguardo al burden psicologico e fisico derivante dal loro lavoro.
Alessandra Corradi, portavoce nazionale dell’associazione, ha sottolineato gli effetti nocivi dello stress cronico. Quest’ultimo può portare a un indebolimento del sistema immunitario e a disturbi psicologici, tra cui ansia e depressione.
Durante la conferenza stampa tenutasi a Montecitorio, sono stati presentati i risultati di un sondaggio che ha rivelato che il 90% dei caregiver è escluso dal mercato del lavoro a causa delle responsabilità di cura.
Inoltre, circa il 60% di coloro che si prendono cura di un familiare disabile non ricevono alcun supporto economico. La quasi totalità dei caregiver è rappresentata da donne, evidenziando la necessità di politiche più inclusive e giuste.
La manifestazione ha messo in luce non solo il bisogno di un riconoscimento economico, ma anche l’urgenza di un cambiamento culturale e legislativo. È fondamentale garantire diritti e tutele ai caregiver, che ogni giorno svolgono un lavoro essenziale per la società, spesso senza alcun supporto adeguato.