Ruolo della farmacia nella nutrizione e nella sicurezza degli integratori dopo il PNNS 5

John Carter

Dodici anni come inviato in zone di conflitto per le maggiori testate internazionali, tra Iraq e Afghanistan. Ha imparato che i fatti vengono prima delle opinioni e che ogni storia ha almeno due versioni. Oggi applica lo stesso rigore alla cronaca quotidiana: verifica, contestualizza, racconta. Niente sensazionalismi, solo ciò che è verificato.

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La recente presentazione del PNNS 5 (2026-2030) al One Health Summit di Parigi (5-7 aprile) ha riportato sotto i riflettori europea il binomio nutrizione e sicurezza nell’uso degli integratori.

In un contesto in cui il consumo di prodotti nutrizionali continua a crescere, il programma francese propone una strategia quinquennale che mette al centro i professionisti della salute, con un’attenzione particolare alla rete delle farmacie come punti di prossimità per la prevenzione e l’orientamento dei cittadini. Questa scelta segna una svolta rispetto alla tradizionale funzione distributiva, evocando un modello di servizio più integrato e preventivo.

Il piano non si limita a linee guida generiche: richiede strumenti concreti per trasformare le raccomandazioni in pratiche quotidiane.

L’idea è sviluppare una approccio operativo che coinvolga formazione, sensibilizzazione del pubblico e sistemi di monitoraggio. L’Italia, pur osservando con interesse le iniziative d’Oltralpe, è chiamata a valutare come adattare questi strumenti al proprio contesto territoriale e normativo, cogliendo l’opportunità di rafforzare la funzione sanitaria della farmacia.

Sicurezza degli integratori e l’idea di nutrivigilanza

Uno dei pilastri del PNNS 5 è la promozione di una nutrivigilanza attiva: un sistema che non si limita a registrare eventi avversi ma che previene, identifica e gestisce i rischi legati agli integratori.

Con il mercato in espansione, diventa essenziale informare la popolazione sui possibili effetti collaterali e sulle interazioni farmacologiche con terapie croniche. Il programma suggerisce campagne informative mirate, percorsi formativi per farmacisti e medici, e la diffusione di strumenti pratici per aiutare il consumatore a scegliere prodotti adeguati e sicuri.

Strumenti pratici per operatori e cittadini

Tra le proposte emergono checklist, schede di valutazione del rischio e protocolli per segnalare eventi avversi: strumenti pensati per essere applicati nei punti di contatto quotidiani come la farmacia.

L’obiettivo è che il professionista sanitario diventi un riferimento per la prevenzione, in grado di riconoscere situazioni a rischio e indirizzare verso percorsi diagnostici o terapeutici. Queste misure puntano a ridurre errori d’uso e a migliorare la comunicazione tra operatori e pazienti, integrando la conoscenza sui prodotti con il profilo clinico del singolo.

Salute materna: l’acido folico e il sostegno post-partum

Nel capitolo dedicato alla maternità, il piano insiste sull’importanza dell’apporto di vitamina B9 (acido folico) fin dalla pianificazione della gravidanza per prevenire anomalie del tubo neurale.

La raccomandazione è chiara: avviare la supplementazione in fase pre-concezionale e proseguirla nel primo trimestre, integrando poi indicazioni specifiche per il periodo post-partum e l’allattamento. Parallelamente, il PNNS 5 suggerisce interventi sul piano lavorativo per agevolare le neo-mamme nel mantenimento di pratiche nutrizionali adeguate anche dopo il rientro in attività lavorativa.

Politiche per sostenere l’allattamento

Tra le misure proposte figura la modernizzazione del Codice del Lavoro per facilitare la conciliazione tra lavoro e cura, prevedendo spazi e tempi che favoriscano la continuità dell’allattamento e la gestione nutrizionale della madre.

Questo approccio integra salute pubblica e politiche del lavoro, riconoscendo che la sostenibilità dell’allattamento richiede interventi organizzativi oltre che informativi.

Anziani e prevenzione della denutrizione: il ruolo di ICOPE

Per la popolazione over 60 il PNNS 5 propone il rafforzamento dello screening precoce attraverso l’adozione del programma ICOPE (Integrated Care for Older People) dell’OMS, un protocollo che promuove l’autovalutazione delle capacità funzionali. ICOPE copre aspetti come mobilità, nutrizione, vista, udito, cognizione e memoria, offrendo una mappa utile per intercettare segnali di fragilità.

Integrando questi strumenti nella pratica delle farmacie, è possibile individuare situazioni di rischio e attivare percorsi di supporto nutrizionale o clinico mirati, contemperando prevenzione e presa in carico tempestiva.

Implementazione in farmacia e percorsi personalizzati

L’integrazione di protocolli come ICOPE nella farmacia dei servizi richiede formazione specifica del personale e processi di rimando verso i servizi sanitari territoriali. La farmacia può fungere da prima linea per lo screening, offrendo test semplici e orientando gli anziani verso programmi nutrizionali personalizzati o alle visite specialistiche.

Questo modello valorizza la prossimità e la continuità delle cure, trasformando la farmacia in un nodo operativo della rete di prevenzione.

Verso una farmacia dei servizi più efficace

In sintesi, il PNNS 5 (2026-2030) mette a fuoco un modello di sanità territoriale dove la farmacia assume un ruolo attivo nella promozione della salute nutrizionale e nella gestione della sicurezza degli integratori. Strumenti come la nutrivigilanza e i test di screening funzionano da leve per aumentare valore e sicurezza nella relazione con il paziente.

L’Italia, osservando l’esperienza francese, è chiamata a valutare come trasferire questi approcci sul proprio territorio per migliorare prevenzione, appropriatezza prescrittiva e tutela dei gruppi più vulnerabili.

Conclusione

La trasformazione proposta dal PNNS 5 indica una strada praticabile: investire in formazione, monitoraggio e servizi di prossimità per tradurre le linee guida in azioni concrete. Rafforzare la funzione sanitaria della farmacia significa mettere al centro il cittadino, aumentando la sicurezza d’uso degli integratori e offrendo risposte tempestive alle esigenze di madri, anziani e persone con terapie croniche.