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Il carcinoma del retto rappresenta una delle forme più comuni di cancro a livello globale, con un’incidenza annuale di circa 700.000 casi nel mondo e circa 14.000 nuovi casi ogni anno in Italia.
Questi dati evidenziano la necessità di sviluppare terapie più efficaci e meno invasive, capaci di migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Recentemente, uno studio clinico italiano, denominato NO-CUT, ha mostrato risultati promettenti, pubblicati sulla rivista The Lancet Oncology. Questo studio ha dimostrato che un paziente su quattro trattato ha raggiunto una remissione completa del tumore, evitando la chirurgia.
Il carcinoma del retto, quando diagnosticato in uno stadio localmente avanzato, viene tradizionalmente trattato attraverso una combinazione di radioterapia, chemioterapia e intervento chirurgico.
Tuttavia, la chirurgia può comportare conseguenze significative per la qualità della vita del paziente. Salvatore Siena, direttore dell’Oncologia Falck presso l’Ospedale Niguarda e docente di Oncologia Medica all’Università di Milano, ha sottolineato l’importanza dei risultati di questo studio, definendoli una pietra miliare nella lotta contro il cancro.
Lo studio NO-CUT ha coinvolto 180 pazienti affetti da carcinoma del retto localmente avanzato, sottoposti a una terapia neoadiuvante totale.
Questo trattamento consiste in quattro cicli di terapia oncologica seguiti da un periodo di radio-chemioterapia.
Tradizionalmente, dopo i trattamenti di radio- e chemioterapia, il paziente doveva affrontare un intervento chirurgico. Tuttavia, i risultati dello studio hanno dimostrato che, quando le terapie preoperatorie riescono a eliminare completamente il tumore, non è più necessario l’intervento. Questo approccio consente di passare a un attento follow-up senza compromettere la salute del paziente.
Una delle componenti fondamentali dello studio NO-CUT è stata l’utilizzo di tecniche diagnostiche avanzate, come la biopsia liquida. Questa metodologia permette di analizzare il Dna tumorale circolante, identificando i pazienti più adatti all’approccio non chirurgico e evitando trattamenti inefficaci per chi necessiterebbe immediatamente di un intervento chirurgico.
Grazie a queste innovazioni, i ricercatori sono stati in grado di profilare i pazienti e determinare quali di loro potessero beneficiare della terapia neoadiuvante, evitando così procedure chirurgiche non necessarie.
Il progetto NO-CUT, avviato nel 2017 e condotto fino in diversi centri oncologici italiani, ha coinvolto un team multidisciplinare di professionisti, tra cui oncologi, radioterapisti, chirurghi e infermieri. L’importanza di questo studio è non solo nella scoperta di nuove strategie terapeutiche, ma anche nella collaborazione tra le diverse specialità mediche che hanno permesso di ottenere risultati così significativi.
Con oltre 5.000 morti all’anno in Italia a causa di questa malattia, i risultati dello studio potrebbero rappresentare un cambiamento radicale nella gestione del carcinoma del retto.
La possibilità di ottenere una remissione senza intervento chirurgico non solo migliora le opzioni terapeutiche, ma offre anche nuove speranze per il futuro.
La ricerca italiana ha aperto una nuova pagina nella cura del carcinoma del retto, ponendo l’Italia al centro di un progresso scientifico che potrebbe avere un impatto globale. Con l’approccio NO-CUT, si apre la strada a trattamenti meno invasivi e a una qualità della vita migliore per i pazienti affetti da questa patologia.