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Nel cuore della Settimana Santa comasca, la Basilica dell’Annunciata ha ospitato una solenne esposizione del Santissimo Crocifisso che ha richiamato numerosi fedeli.
Il cardinale Cantoni, intervenuto per guidare la meditazione, ha posto l’accento sull’invito che da Cristo crocifisso proviene come sorgente di consolazione e di speranza. In questo contesto liturgico la riflessione non si limita a una contemplazione estetica dell’immagine sacra, ma vuole essere stimolo a un cambiamento interiore capace di influenzare relazioni e scelte concrete nella vita di ogni giorno.
La celebrazione ha ricordato come il santuario rappresenti un luogo di accoglienza e di ascolto dove molti, anche coloro che non partecipano abitualmente alle cerimonie, sentono il bisogno di fermarsi e ritrovare pace.
L’esperienza del trittico pre-pasquale diventa così occasione di rinnovamento spirituale: la visita al Crocifisso vuole riportare ciascuno al senso del perdono, della riconciliazione e della responsabilità verso chi è più vulnerabile.
Nel suo intervento il cardinale Cantoni ha richiamato l’attenzione su un’immagine centrale: Cristo che dall’alto della croce continua a chiamare e ad accogliere. Questa chiamata è descritta come una dolce attrazione che spinge a cercare ristoro nelle sorgenti della fede e della pace.
La meditazione ha sottolineato la dimensione provocatoria di quell’invito: non si tratta di un conforto passeggero, ma di una proposta che richiede una risposta di vita, capace di trasformare l’indifferenza in prossimità e l’ostilità in cura reciproca.
Accanto all’offerta di conforto spirituale, il cardinale ha evidenziato una chiamata a tradurre la fede in azioni concrete verso gli altri. La visita al Santissimo Crocifisso deve spronare a promuovere una cultura di pace, a chinarsi sulle tante miserie che affliggono persone vicine e lontane e a rinunciare ai gesti di ostilità.
In questa prospettiva anche il sacramento della Riconciliazione assume un ruolo fondamentale: non solo segno personale di perdono, ma motore per un rinnovato impegno di responsabilità comunitaria.
La Basilica dell’Annunciata è stata descritta come uno spazio dove l’attesa si fa accoglienza e dove molti percepiscono di essere cercati e ascoltati. Questo senso di essere attesi alimenta un flusso di pellegrinaggio cittadino che si rinnova ogni anno, attirando non solo i praticanti regolari ma anche chi, per tradizione o per bisogno interiore, sente il richiamo del luogo.
Il santuario diventa così simbolo di penitenza, ascolto e conversione, elementi centrali nella preparazione ai misteri della Pasqua.
La Diocesi ha reso pubblico il programma delle celebrazioni presiedute dal vescovo Oscar card. Cantoni, con appuntamenti che scandiscono la settimana liturgica e offrono molte possibilità di partecipazione. La sequenza delle funzioni vuole accompagnare la città nel mistero pasquale, alternando momenti di preghiera, celebrazioni sacramentali e appuntamenti pubblici che coinvolgono le diverse comunità parrocchiali.
Il calendario include eventi significativi: Domenica delle Palme 29 marzo con la benedizione degli ulivi alle ore 10.00 presso la chiesa di S. Fedele, seguita dalla processione verso la Cattedrale e dal Pontificale; alle ore 15.00, esposizione del SS.mo Crocifisso nella Basilica dell’Annunciata. Lunedì Santo 30 marzo alle ore 20.45 la Via Crucis cittadina dei Giovani partirà dalla chiesa di San Giuseppe per arrivare alla Basilica del SS.
Crocifisso. Giovedì Santo 2 aprile prevede alle ore 10.00 in Cattedrale la Santa Messa del “Crisma” e alle ore 18.00 la Messa “Nella Cena del Signore”. Venerdì Santo 3 aprile alle ore 15.00 si terrà la processione per le vie della città con il SS.mo Crocifisso e, alle ore 18.00, la celebrazione della “Passione del Signore” in Cattedrale. Sabato Santo 4 aprile sono previste alle ore 09.00 l’Ufficio delle Letture e le Lodi Mattutine e, alle ore 21.00, la Veglia Pasquale.
La Pasqua di Risurrezione Domenica 5 aprile si concluderà con il Pontificale alle ore 10.00 in Cattedrale con la benedizione papale.
La tradizionale processione del Venerdì Santo è stata richiamata come momento pubblico decisivo: un segno che porta il mistero della morte e risurrezione di Cristo nelle strade della città, invocando pace e riconciliazione per tutti gli abitanti e per quanti in questo tempo cercano accoglienza. L’invito finale del cardinale è a rispondere a questa convocazione spirituale con un rinnovato slancio di carità e di cura reciproca.