(Adnkronos) – Fino al 50% degli esami di imaging negli anziani potrebbe essere considerato non necessario o a basso valore clinico: un fenomeno che incide direttamente sulle liste d'attesa, sulla sostenibilità del Ssn, sulla qualità dell'assistenza ai pazienti più fragili.
In Italia gli over 70 sono oggi oltre 10 milioni e il progressivo invecchiamento della popolazione sta determinando un aumento costante della domanda di prestazioni diagnostiche e radiologiche. In questo scenario, l'intelligenza artificiale può diventare uno strumento strategico non solo per supportare il lavoro dei radiologi, ma anche per migliorare l'appropriatezza prescrittiva e contribuire concretamente a ridurre gli esami inutili. Negli ultimi anni numerosi studi scientifici hanno evidenziato il potenziale dell'Ia nella gestione dei flussi diagnostici e nella selezione degli esami realmente necessari.
Sistemi avanzati di supporto decisionale possono contribuire a ridurre gli esami inappropriati, ottimizzare i percorsi radiologici e migliorare l'efficienza delle strutture sanitarie, liberando risorse per i pazienti che necessitano realmente di approfondimenti diagnostici. Particolare attenzione viene oggi rivolta alla popolazione geriatrica, dove fragilità clinica, pluripatologie e invecchiamento fisiologico rischiano talvolta di determinare un eccesso di prescrizioni diagnostiche. Di questi temi si è discusso al convegno 'Attualità in Radiologia: tra nuove strategie organizzative e gestionali ed imaging geriatrico', promosso dalla Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica) nell'ambito del raduno annuale dei gruppi regionali Emilia Romagna e Marche, organizzato a Fermo nei giorni scorsi.
Il programma scientifico ha dedicato ampio spazio al rapporto tra Ai, appropriatezza prescrittiva e imaging geriatrico, con sessioni specifiche sulla gestione delle criticità organizzative, sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei percorsi diagnostici e sulle nuove sfide legate alla presa in carico del paziente anziano. "Un convegno voluto da Sirm per confrontarci sulla radiologia nei pazienti geriatrici anche in relazione alla questione delle liste di attesa – spiegano Gianluca Valeri, presidente sezione regionale Marche, e Marco Miceli, presidente sezione regionale Emilia Romagna – L'età non è una malattia e porta con sé alcune problematiche che non sono patologie.
Per questo dobbiamo dialogare anche con i medici di medicina generale sul tema delle prescrizioni di esami diagnostici, non sempre indispensabili. Il problema delle liste di attesa non si risolve aumentando l'offerta, ma scremando quelle davvero necessarie ai pazienti, attraverso una collaborazione fattiva con i medici prescrittori. In questo senso ci viene incontro anche l'Ia, che in alcuni Paesi come l'Inghilterra è stata introdotta per valutare la reale necessità di effettuare esami in una persona anziana".
"La radiologia geriatrica rappresenta oggi una priorità per Sirm – sottolinea Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale e direttore del Dipartimento Immagini dell'azienda metropolitana ospedaliera di Genova – L'invecchiamento della popolazione impone un cambio di paradigma culturale e organizzativo: dobbiamo garantire ai pazienti anziani percorsi diagnostici appropriati, sostenibili e realmente utili. La Sirm è impegnata da tempo nella promozione di una radiologia sempre più orientata alla personalizzazione delle cure, alla multidisciplinarietà e all'utilizzo responsabile delle nuove tecnologie, compresa l'intelligenza artificiale, che può supportare il medico nelle decisioni cliniche senza mai sostituire il rapporto umano con il paziente".
Anche Andrea Giovagnoni, past president Sirm, spiega il valore strategico dell'innovazione tecnologica applicata alla popolazione anziana: "L'Ia può rappresentare un'opportunità concreta per migliorare l'efficienza del sistema sanitario e la qualità dell'assistenza ai pazienti geriatrici. Gli algoritmi possono aiutare a individuare priorità cliniche, a valutare l'appropriatezza degli esami e a supportare il radiologo nell'interpretazione delle immagini. Tuttavia, è fondamentale che queste tecnologie vengano integrate all'interno di percorsi clinici ben definiti, con una supervisione medica costante e con particolare attenzione agli aspetti etici, organizzativi e relazionali della cura".
L'obiettivo, sottolineano gli esperti, "non è ridurre le prestazioni sanitarie, ma renderle più appropriate, tempestive ed efficaci. In una popolazione sempre più anziana, l'innovazione tecnologica può infatti contribuire a costruire un modello di sanità più sostenibile, capace di coniugare qualità delle cure, umanizzazione dell'assistenza e migliore gestione delle risorse disponibili".
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