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L’Italia fronteggia un paradosso sanitario: la prevenzione è riconosciuta come cruciale ma resta spesso lontana dai cittadini.
Secondo rilevazioni recenti, 4 italiani su 10 non eseguono controlli preventivi per motivi economici o per ostacoli all’accesso al sistema sanitario; in questo contesto il Tour della Salute si propone come risposta concreta e vicina alle persone.
Presentata il 9 aprile a Roma presso l’Auditorium del Ministero della Salute, l’ottava edizione del Tour della Salute riprende il viaggio iniziato nel 2018, quando il progetto ha già effettuato oltre 70 mila consulti gratuiti in più di 80 piazze.
Promosso da ASC Attività Sportive Confederate e sostenuto con contributo non condizionato da EG STADA Group, l’iniziativa trasforma le piazze in villaggi della prevenzione dedicati a screening, informazione e promozione di corretti stili di vita.
Ogni tappa prevede, per l’intero weekend, l’allestimento di un vero e proprio villaggio della salute con sei ambulatori mobili dove si svolgono consulti gratuiti.
I servizi offerti comprendono esami e colloqui cardiologici, reumatologici, dermatologici, nutrizionali e psicologici, affiancati da consulenze veterinarie per i pet. L’approccio è multidisciplinare e pensato per intercettare bisogni diversi, dalla prevenzione cardiovascolare all’educazione alimentare, con l’obiettivo di favorire l’accesso alle cure e ridurre le disuguaglianze territoriali.
Il Tour parte l’11/12 aprile da Gorizia e si conclude il 24/25 ottobre a Reggio Calabria, attraversando 15 città: Gorizia 11/12 aprile; Chioggia 18/19 aprile; Imperia 9/10 maggio; Imola 16/17 maggio; Torino 23/24 maggio; Latina 30/31 maggio; Perugia 29/30 agosto; Grosseto 5/6 settembre; Fano 12/13 settembre; Pescara 19/20 settembre; Aversa 26/27 settembre; Sondrio 3/4 ottobre; Bari 10/11 ottobre; Palermo 17/18 ottobre; Reggio Calabria 24/25 ottobre.
In ogni tappa i cittadini possono ricevere consulenze qualificate e materiale informativo sui servizi locali.
Lo staff scientifico del progetto mette in luce tre pilastri: attività fisica, aderenza terapeutica e ruolo delle farmacie di comunità. Per la presidente nazionale di ASC, praticare sport con regolarità è una leva fondamentale per prevenire molte patologie e migliorare il benessere psicofisico.
Dal canto suo, EG STADA Group sottolinea l’importanza di sensibilizzare sull’aderenza terapeutica come elemento chiave per l’efficacia delle cure.
Le farmacie vengono identificate come presidii di prossimità in grado di portare servizi e informazione direttamente ai cittadini: grazie alla collaborazione con Federfarma sarà distribuito materiale informativo e promosse iniziative locali. La medicina generale, come ricordato dagli esperti, resta il perno della presa in carico territoriale: portare screening in piazza significa intercettare bisogni precoci e collegare i cittadini ai percorsi di cura.
Tra i focus del Tour emergono la nutrizione e la reumatologia. La vice segretaria di ADI promuove la dieta mediterranea come modello che tutela la salute metabolica e l’ambiente, mentre i reumatologi evidenziano come gli stereotipi ritardino spesso la diagnosi delle malattie reumatiche: lo screening di prossimità contribuisce a ridurre questo ritardo. Inoltre, l’inclusione di consulenze veterinarie richiama il concetto di One Health, per cui la corretta gestione dei pet influisce sulla salute dell’intero nucleo familiare.
Il progetto si avvale del contributo scientifico di società come SIPREC, ADI, CReI, SIDeMaST, CNOP e FNOVI, ed è patrocinato da istituzioni quali il Ministero della Salute e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, oltre a organizzazioni professionali e associative. Con il sostegno non condizionato di EG STADA Group e la partecipazione di Valsoia, il Tour evidenzia la capacità di offrire una vera funzione di supplenza per chi incontra difficoltà di accesso, individuando patologie silenti e contribuendo a prevenire danni maggiori.
In sintesi, il Tour della Salute 2026 cerca di chiudere la distanza tra cittadino e diagnosi: portando screening gratuiti, informazione e attività fisica nelle piazze, il progetto vuole tradurre la cultura della prevenzione in servizi concreti e accessibili, rafforzando il legame tra comunità, professionisti e reti territoriali.