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Nel mondo della farmacia, dove si intrecciano professionisti di diverse età e background, le differenze generazionali rappresentano sia una sfida che un’opportunità di crescita.
Questa varietà di esperienze e aspettative offre un potenziale enorme per migliorare la qualità del servizio e la cultura aziendale.
Per comprendere meglio come le farmacie possano valorizzare questa diversità, è stata intervistata Elena Manzardo, esperta di risorse umane, coach di carriera e designer di apprendimento. Insieme a lei, sono state analizzate le dinamiche che caratterizzano il lavoro in farmacia, le criticità che emergono e le buone pratiche da adottare.
Elena Manzardo evidenzia come nel settore farmaceutico, come in molti altri ambiti professionali, sia fondamentale affrontare tematiche comuni. Tra i principali fattori di cambiamento ci sono la demografia, la carenza di competenze, la transizione digitale e l’adozione dell’intelligenza artificiale, insieme alla necessità di garantire un lavoro di qualità e salute per tutti i dipendenti.
Le farmacie, in particolare, si trovano ad affrontare sfide specifiche che possono essere riassunte in quattro aree principali.
Il primo aspetto è il People First, che si concentra sulla rigenerazione della cultura organizzativa per promuovere percorsi di crescita e responsabilità condivise. Il secondo è il Service Shift, che implica una riprogettazione del servizio da semplice vendita a consulenza e prevenzione per il benessere del cliente.
Il terzo aspetto, Human + Tech, riguarda l’integrazione degli strumenti digitali senza compromettere le relazioni interpersonali, creando più tempo per l’ascolto e il consiglio.
Infine, il Work-Life Blend suggerisce di sostituire la narrativa del sacrificio con un lavoro sostenibile e di qualità, dove l’equilibrio diventa un fattore chiave per migliorare il servizio offerto.
Le differenze generazionali non devono essere viste come barriere, ma come opportunità per adottare linguaggi e approcci più efficaci. I Baby Boomers, ad esempio, si concentrano sull’impegno e sulla presenza, mentre la Generazione X tende a essere più pragmatica, richiedendo obiettivi chiari e decisioni rapide.
D’altra parte, i Millennials sono alla ricerca di significato e opportunità di crescita, mentre la Generazione Z desidera chiarezza e apprendimento immediato.
È interessante notare come ogni generazione contribuisca in modo unico al servizio in farmacia. Durante un momento di alta pressione, ad esempio, il Boomer porta calma, la Gen X gestisce le priorità, il Millennial offre educazione al paziente, e la Gen Z si occupa di annotare informazioni cruciali.
Questa interazione tra generazioni crea un ambiente di lavoro dinamico e produttivo.
Per i titolari di farmacia, è essenziale adottare una mentalità inclusiva che valorizzi le differenze generazionali. Non esistono soluzioni uniche, ma la chiave è creare un linguaggio comune che unisca diversi stili lavorativi. I dirigenti devono indossare diversi “camici”, sia clinici che manageriali, e organizzare il lavoro in modo tale da promuovere la formazione continua, l’onboarding efficace e un feedback regolare.
Quando un titolare smette di affrontare solo le emergenze e inizia a pianificare il lavoro in modo strategico, si osservano miglioramenti significativi: i lavoratori junior diventano autonomi più rapidamente, i senior non si sentono sovraccarichi, e i clienti escono dalla farmacia più soddisfatti e informati. Così, le farmacie possono prosperare grazie a tutti i membri del team.
Affrontare la sfida generazionale in farmacia non è solo una questione di gestione delle risorse umane, ma un’opportunità per creare un servizio migliore e un ambiente di lavoro più coeso.
Con un approccio inclusivo, che valorizza le competenze e le prospettive di ciascuna generazione, le farmacie possono elevare la qualità del servizio e migliorare l’esperienza complessiva per i loro pazienti.