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Negli ultimi giorni, i controlli sanitari negli aeroporti di diverse città asiatiche sono stati intensificati.
Questo è avvenuto dopo la segnalazione di nuovi casi divirus Nipahnel Bengala Occidentale, India. Nazioni come Thailandia e Nepal hanno implementato misure di screening per i viaggiatori provenienti dalle aree colpite. Le autorità indiane hanno dichiarato che si tratta di un focolaio isolato e sotto controllo, ma la notizia ha suscitato un forte interesse internazionale.
Il virus Nipah, sebbene già noto, continua a destare preoccupazione tra esperti e sistemi sanitari globali.
Con una mortalità che può raggiungere il70%e senza terapie o vaccini specifici, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo classifica tra le malattie prioritarie da monitorare. Rimane quindi fondamentale valutare la probabilità che il virus possa raggiungere l’Europa e, in particolare, l’Italia.
Il virus Nipah è un patogeno zoonotico, il che significa che può essere trasmesso dagli animali agli esseri umani. Come spiega il dottor Federico Gobbi, esperto di malattie infettive, il serbatoio naturale di questo virus sono ipipistrelli frugivori, noti anche come “volpi volanti”.
Questi animali sono diffusi in molte regioni dell’Asia meridionale e sud-orientale e possono ospitare il virus senza manifestare sintomi, trasmettendolo ad altri animali e, in alcune circostanze, anche agli esseri umani.
Identificato per la prima volta negli anni ’90 in Malesia, il virus Nipah ha causato un’epidemia che ha colpito principalmente gli allevatori di suini. Da quel momento, sono stati segnalati sporadici casi e piccoli focolai in diversi Paesi asiatici, in particolare in Bangladesh, India e Singapore.
La sua alta letalità e l’imprevedibilità delle epidemie hanno spinto l’OMS a includerlo tra i virus da monitorare con particolare attenzione.
Il contagio da virus Nipah avviene attraverso diverse modalità. La via principale è il contatto diretto con animali infetti o i loro fluidi corporei. Inoltre, è possibile contrarre il virus anche consumando alimenti contaminati, come frutta o succhi non trattati, sui quali i pipistrelli hanno depositato saliva o urina.
È documentata anche latrasmissione interumana, soprattutto in contesti familiari o ospedalieri, dove il contatto ravvicinato è inevitabile.
Il periodo di incubazione del virus Nipah varia generalmente tra 4 e 14 giorni, e in questa fase, l’infezione può rimanere asintomatica, complicando così l’identificazione precoce dei casi. I sintomi iniziali possono includere febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea e stanchezza, rendendo difficile distinguerli da altre infezioni virali. Con il tempo, però, la situazione può evolvere rapidamente, portando a grave polmonite e, nei casi più gravi, aencefalite acutacon confusione mentale e convulsioni.
Attualmente, non esistono farmaci specifici o vaccini per curare il virus Nipah. Le terapie disponibili sono sintomatiche e di supporto, come l’assistenza respiratoria e la gestione delle complicanze neurologiche. La ricerca ha avviato studi su antivirali e vaccini, ma nessuno ha ancora raggiunto un’applicazione clinica su larga scala.
I recenti casi in India hanno riacceso l’attenzione globale sul virus Nipah, portando a misure di controllo più rigorose negli aeroporti.
Sebbene il rischio di diffusione del virus in Italia sia considerato estremamente basso, le autorità sanitarie rimangono in allerta. L’esperto Gobbi rassicura, affermando che il sistema sanitario italiano è pronto a riconoscere rapidamente infezioni rare e ad attuare misure di isolamento efficaci per minimizzare il rischio di trasmissione.
Il virus Nipah rappresenta un importante promemoria della vulnerabilità globale di fronte a patogeni altamente letali. La celebrazione delWorld NTD Dayil 30 gennaio sottolinea l’importanza di investire in sorveglianza, ricerca e cooperazione internazionale per affrontare le malattie tropicali trascurate.