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Lo zazen è una forma di meditazione nata nelle tradizioni buddhiste e nota soprattutto per la sua pratica in posizione seduta.
Letteralmente, Za significa ‘‘seduto’’ e Zen si riferisce alla «meditazione»: insieme indicano un metodo centrato sulla postura e sull’attenzione. Pur avendo radici religiose, oggi questo esercizio viene spesso proposto in contesti laici per migliorare l’equilibrio mentale, favorire la consapevolezza corporea e sostenere il benessere emotivo.
Il laboratorio presentato a Udine offre un’introduzione teorica seguita da una sessione pratica condotta dalla maestra Anna Maria Iten Shinnyo Marradi. L’incontro è pensato per chi desidera sperimentare direttamente la postura a gambe incrociate e le tecniche respiratorie tipiche dello zazen, senza richiedere alcuna esperienza pregressa.
Le informazioni pratiche, compresi costo e prenotazione, sono indicate più avanti.
Nel cuore della lezione ci sarà la spiegazione della postura e delle modalità di esecuzione: come posizionare mani e schiena, come regolare il respiro e mantenere un atteggiamento di attenzione non giudicante. Lo zazen implica un lavoro sul corpo e sulla mente insieme: la stabilità fisica sostiene la quiete mentale, mentre l’attenzione al respiro aiuta a riconoscere i pensieri senza esserne travolti.
Durante la spiegazione teorica la maestra introdurrà concetti chiave usando esempi semplici, in modo che la tecnica risulti accessibile anche ai neofiti.
Verranno illustrate le varianti di seduta — posizione completa, mezzo loto, seduta su cuscino o sedia — per adattare la pratica alle diverse esigenze fisiche. Sarà sottolineato il ruolo del respiro come ancoraggio e del silenzio intenzionale come spazio per osservare senza reagire. L’insegnamento mira a fornire strumenti pratici che i partecipanti potranno replicare a casa in modo autonomo.
Chi si avvicina allo zazen può sperimentare effetti su più piani: una migliore postura, una riduzione della tensione muscolare, e una maggiore capacità di concentrazione. Sul piano emotivo molte persone riferiscono un senso di maggiore chiarezza mentale e una riduzione dello stress quotidiano. Dal punto di vista simbolico, l’esercizio richiama l’idea del «risveglio» attribuita al Buddha, ma qui l’accento è posto sugli esiti pratici e sulla salute psicofisica, piuttosto che su aspetti dottrinali.
Immaginate la mente come una superficie d’acqua: la respirazione profonda funge da goccia che calma le increspature, permettendo di osservare riflessi e pensieri senza identificarvisi. Questo tipo di immagine aiuta a capire come la pratica regolare possa trasformare la risposta automatica allo stress in una risorsa di controllo e presenza.
L’appuntamento è fissato per giovedì 30 aprile 2026 alle 18:30 presso la Fondazione Friuli, via Gemona 1, Udine.
Il laboratorio è organizzato da FEFF insieme a Anna Maria Iten Shinnyo Marradi e Maurizio Kogyo Florissi. La partecipazione è a pagamento: quota di iscrizione euro 8. È previsto un numero massimo di 35 partecipanti per garantire un ambiente raccolto e attento. La prenotazione avviene tramite Eventbrite, dove si possono trovare i riferimenti per assicurarsi un posto.
Photo credit: FEFF. Per maggiori dettagli logistici o richieste specifiche è consigliabile contattare direttamente l’organizzatore segnalato alla voce “organizzato da” nella scheda evento.
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