Affanno: cosa fare quando i sintomi aumentano

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Affanno e dispnea sono i termini scientifici che indicano un sintomo legato ai problemi respiratori, che possono essere di natura temporanea o cronica.

Un respiro affannoso può essere graduale o improvviso, ma spesso viene percepito come una sensazione sgradevole sintomatica della difficoltà di respirare correttamente. Individuiamone le principali tipologie.

Affanno: fiato corto

Un respiro affannoso può dipendere da molti fattori, che non sempre sono preoccupanti. Nella maggior parte dei casi la mancanza di fiato è fisiologica: può capitare durante una qualsiasi attività motoria, come il salire le scale, nel quale la difficoltà respiratoria viene accompagnata da un aumento dei battiti cardiaci e la cui causa è semplicemente una mancanza di allenamento.

I soggetti affetti da dispnea presentano un aumento della frequenza della respirazione, il cui decorso può causare anche un generale stato di ansia e preoccupazione. Esistono casi più gravi, che si possono manifestare anche altri sintomi quali: pallore, cianosi, sonnolenza e fischi o sibili durante la respirazione.

Affanno: dispnea ansiosa

Quando ansia e attacchi di panico, prendono il sopravvento, il risultato è di trovarsi in quel limbo inconsapevole del restare “letteralmente” senza fiato.

Questo accade spesso, quando ci si trova di fronte a situazioni molto forti dal punto di vista emotivo: ad esempio parlare davanti a un pubblico, uno stato di tensione che colpisce tutti almeno una volta. Molte persone, in situazioni del genere entrano nel panico, fino a provare veri e propri stati di vertigine, giramenti di testa e mancanza d’aria. Secondo alcune statistiche, i casi di dispnea ansiosa durante il sonno, sono in aumento, un fenomeno anch’esso legato agli stati d’ansia.

In caso di dispnea, bisogna comunque prima di tutto accertarne l’origine. Una volta esclusa la possibilità di gravi cause, bisogna individuare l’origine psicologica della sindrome e agire per superarla, lavorando sullo stato ansiogeno scatenante.

In molti casi l’aiuto di uno psicoterapeuta può essere fondamentale, in quanto egli, prima ancora della conclusione della terapia, potrebbe prescrivere dei farmaci specifici quali: benzodiazepine o inibitori della serotonina, utili a prevenire gli stati di angoscia che si impadroniscono della mente.

Affanno: cuore affaticato

La sindrome da affaticamento o scompenso cardiaco è una condizione in cui il cuore non è più in grado di pompare il sangue in tutto il corpo in maniera adeguata alle esigenze dell’organismo. In questi casi l’organo più importante del nostro corpo non riesce a ristabilire un battito regolare, perché non viene irrorato adeguatamente di sangue o non ha una forza sufficiente a svuotarsi, riducendo l’immissione di sangue in tutto il sistema circolatorio.

Una minore quantità di sangue circolante, preceduto da tosse forte, comporta una minore disponibilità di ossigeno per i vari organi e ciò è spesso causa di malattie cardiache tra cui:

  • Ipertensione arteriosa
  • Cardiomiopatie
  • Malattie delle valvole cardiache
  • Cardiopatie Congenite

I rimedi per i casi di affaticamento respiratorio sono diversi e possono variare notevolmente se il disturbo è persistente o transitorio, se si tratta di stress o ansia, o se vi è un origine fisiologica o metabolica come per esempio, i casi di asma e allergie, oppure un eccesso di peso.

In tutti i casi bisogna comunque rivolgersi al proprio medico.