Allarme DCA: esordi precoci, nuove forme e disuguaglianze nell’assistenza

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Negli ultimi anni il tema dei disturbi del comportamento alimentare ha assunto una dimensione pubblica e sanitaria sempre più urgente: si stima che oltre 3 milioni di persone in Italia ne siano interessate, con circa il 30% degli esordi prima dei 14 anni.

Questa realtà non riguarda solo l’anoressia e la bulimia classiche, ma comprende anche forme meno note che richiedono riconoscimento precoce e intervento specialistico. In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla (15 marzo) aumentano le iniziative di sensibilizzazione per invitare famiglie e scuole a non sottovalutare segnali come isolamento, variazioni d’umore e cambiamenti nelle abitudini alimentari.

Il simbolo di questa ricorrenza, il fiocchetto lilla, nasce dal dolore di una famiglia e oggi accompagna campagne istituzionali e protocolli clinici.

Le istituzioni hanno promosso strumenti specifici, come il codice Lilla per i pronto soccorso e il numero verde 800180969, attivato per offrire ascolto e orientamento gratuito e anonimo. Agire tempestivamente è fondamentale: molte complicanze si riducono se la diagnosi è precoce e il trattamento multidisciplinare viene avviato con tempestività.

Numeri, trend recenti e impatto sulla mortalità

I dati disponibili mostrano un aumento costante dei casi negli ultimi anni, con un’impennata legata al periodo della pandemia: i lockdown hanno determinato un incremento del circa 30% delle diagnosi, specialmente tra i più giovani.

Nel 2026 sono stati registrati 3.563 decessi correlati a complicanze o a gesti autolesionistici legati ai disturbi alimentari, collocando queste patologie tra le cause principali di morte in adolescenza dopo gli incidenti stradali. È dunque cruciale che genitori, insegnanti e operatori sanitari riconoscano i segnali d’allarme e sappiano indirizzare chi è in difficoltà verso servizi specializzati.

Chi fornisce aiuto oggi

La rete di cura italiana si compone, secondo i censimenti, di circa 150 centri dedicati ai DCA: 120 del Servizio sanitario nazionale e 30 del privato accreditato.

Tuttavia la distribuzione è disomogenea: 78 centri sono al Nord, 31 al Centro e 41 tra Sud e Isole, generando un evidente gap territoriale che penalizza l’accesso alle cure in molte regioni meridionali. La scarsa presenza di strutture si riflette spesso in un maggior numero di forme gravi e in esiti peggiori dove i servizi sono limitati.

Le nuove forme diagnostiche e le loro caratteristiche

Accanto ai quadri tradizionali, oggi si osserva una maggiore diffusione di varianti che richiedono conoscenze specifiche: tra queste l’ARFID, la avoidant restrictive food intake disorder inserita nei manuali diagnostici nel 2013, che si manifesta con un’assunzione estremamente limitata di cibi e colpisce maggiormente l’infanzia e l’adolescenza; la diabulimia, osservata in persone con diabete di tipo 1 che manipolano l’uso dell’insulina per controllare il peso; l’ortoressia e la bigoressia, legate rispettivamente all’ossessione per il cibo sano e per la massa muscolare; infine il binge eating, caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate.

Genere e comorbilità

La distribuzione di alcuni disturbi varia rispetto al passato: ad esempio l’ARFID colpisce una quota maggiore di maschi (circa il 60%) rispetto alle femmine. Inoltre sono frequenti sovrapposizioni diagnostiche, per esempio con disturbi dello spettro autistico, che complicano il percorso terapeutico. Queste complessità richiedono interventi personalizzati che integrino assistenza nutrizionale, psicoterapia e supporto medico per le eventuali complicanze fisiche.

Prevenzione, ruolo dei social e messaggi alle famiglie

I fattori sociali hanno amplificato il fenomeno: i social media diffondono modelli estetici e tecniche per dimagrire facilmente, mentre app di conteggio calorico e programmi di allenamento possono favorire comportamenti ossessivi. Per questo la prevenzione passa anche attraverso l’educazione digitale, la promozione di immagini corporee realistiche e la formazione di insegnanti e operatori sanitari. Il messaggio rivolto ai familiari è chiaro: osservare, non giudicare, e rivolgersi subito a professionisti in presenza di segnali preoccupanti.

Per informazioni e orientamento esistono canali nazionali come il numero verde 800180969, gestito in collaborazione con istituzioni nazionali, e molte iniziative locali promosse in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla. Come ricordano gli esperti, tra cui la dottoressa Laura Dalla Ragione, è necessario potenziare la rete di servizi e ridurre le disuguaglianze territoriali affinché ogni persona colpita da DCA possa ricevere ascolto, diagnosi e cura adeguata.