Il cervello umano è un organo straordinariamente plastico, capace di adattarsi e modificarsi in risposta alle esperienze e all’apprendimento.
Questo principio, noto come neuroplasticità è al centro di un corso che unisce le neuroscienze alle pratiche di mindfulness.
Il corso “Elementi di neuroplasticità, mindfulness, MBSR e patologie stress-correlate”, a cura del Dott. Marco Sammarco, offre 25 crediti ECM in modalità FAD e si rivolge a tutte le professioni sanitarie. Attraverso tre moduli teorico-pratici, il corso esplora le basi neuroscientifiche della neuroplasticità, le tecniche di consapevolezza e le applicazioni innovative per la gestione dello stress.
Il primo modulo del corso introduce il concetto di neuroplasticità, definita come la capacità del cervello di modificare le proprie connessioni sinaptiche in risposta all’esperienza. Questo principio, descritto da ricercatori come Kandel e Konorski, è alla base dell’apprendimento e dell’adattamento all’ambiente.
La mindfulness intesa come attenzione consapevole ha radici storiche profonde. Il termine compare per la prima volta in inglese nel Seicento e viene applicato alla pratica buddhista della sati nella cultura anglosassone nel 1878.
La sati è finalizzata a percepire obiettivamente la vera natura del sé fisico, mentale ed emozionale.
Il protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction), sviluppato da Jon Kabat-Zinn nel 1979 presso l’Università del Massachusetts, ha dato una cornice clinica e scientifica alla pratica della mindfulness, favorendone la diffusione in medicina.
Accanto alla mindfulness, il corso ripercorre la storia delle principali tecniche di rilassamento, tra cui il Rilassamento Frazionato di Oskar Vogt, il Rilassamento Progressivo di Edmund Jacobson e il Training Autogeno di Johannes Heinrich Schultz.
Queste tecniche, basate sulla consapevolezza, sono state sviluppate per promuovere il benessere psicofisico.
Il corso dedica attenzione anche agli aspetti deontologici e normativi, richiamando la Legge 4/sulle professioni non regolamentate, e a elementi pratici come la postura e il biofeedback/neurofeedback. L’impostazione è scientifica e priva di componenti mistico-religiose, presentando le tecniche e i loro effetti come contenuto didattico con riferimenti alla letteratura.
Il secondo modulo è dedicato a motivazione, stress e patologie stress-correlate. Il modello di Hans Selye descrive lo stress come una risposta aspecifica generata da qualunque stimolo, interno o esterno. Da qui la distinzione tra eustress (lo “stress buono”) e distress (quello negativo) e i concetti di omeostasi e milieu interieur.
La sindrome generale di adattamento di Selye si articola in tre fasi: la reazione d’allarme, la fase di resistenza e la fase di esaurimento.
Su questa base, il corso affronta le patologie stress-correlate e gli effetti delle tecniche mindfulness-based, citando studi che evidenziano riduzioni dell’ACTH e di citochine infiammatorie.
Per passare dal modello alla valutazione, il modulo introduce gli strumenti di misura dello stress, tra cui la Social Readjustment Rating Scale (SRRS) di Holmes e Rahe, l’Interview for Recent Life Events (IRLE), la Perceived Stress Scale (PSS) di Cohen e la Mindful Attention Awareness Scale (MAAS).
Questi strumenti aiutano a quantificare il carico di stress percepito o subito, offrendo un quadro operativo per il lavoro su coping e resilienza.
L’ultima parte del corso porta la teoria sul terreno pratico, esplorando applicazioni innovative come la meditazione camminata e la realtà virtuale. La meditazione camminata è presentata con riferimenti alla letteratura, evidenziando i suoi benefici nel migliorare le capacità di equilibrio negli anziani con storia di cadute.
La realtà virtuale è descritta come strumento neuroplastico per la riduzione dello stress, con riferimenti a review e meta-analisi sul rapporto tra VR e interfacce cervello-computer. Tra gli esempi, la tecnica immersiva “Il giardino segreto”, presentata come dispositivo medicale di Classe 1 CE evidence-based.
Queste applicazioni mostrano come il filo della neuroplasticità arrivi fino alla riabilitazione motoria e alla gestione dello stress nell’anziano. Restano contenuti formativi: gli effetti delle tecniche e i claim degli studi vanno verificati e inquadrati nei limiti del proprio profilo professionale.