Controlli al policlinico Israelitico per la scomparsa di 80 fiale di fentanyl

Emanuele Galli

Emanuele Galli, partenopeo, ricorda un incontro a Capodichino con volontari sanitari che lo spinse a spiegare procedure complesse in modo semplice. In redazione adotta tono creativo e diretto, porta reportage clinici e un quaderno con disegni esplicativi per pazienti.

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Gli ispettori del Ministero della Salute hanno passato oltre sei ore all’Israelitico di Roma per acquisire informazioni dopo la sottrazione di 80 fiale di fentanyl dalla cassaforte della farmacia ospedaliera.

L’attività di verifica si è concentrata sugli aspetti organizzativi e sulle procedure di custodia dei medicinali soggetti a normativa sugli stupefacenti, e si concluderà con una relazione finale destinata al ministro Orazio Schillaci.

Durante l’ispezione gli investigatori hanno incontrato il direttore sanitario il direttore generale e alcuni dipendenti dell’ospedale. Sui dettagli emersi viene mantenuta massima riservatezza, mentre l’inchiesta giudiziaria è in corso presso la Procura di Roma ed è affidata ai carabinieri del Nas.

Elementi sotto la lente: videosorveglianza, chiavi e registri

Al centro delle verifiche ci sono alcuni punti concreti: l’assenza o l’inadeguatezza di un sistema di videosorveglianza le modalità di gestione della chiave della cassaforte — che risulta utilizzata da più operatori — e il rischio che i registri non siano aggiornati. Il furto è avvenuto senza segni di effrazione apparenti, circostanza che aumenta i sospetti su procedure interne e responsabilità di turno.

Dopo la scoperta il Ministero ha emanato una circolare che dispone un rafforzamento dei controlli e ha annunciato la convocazione di un tavolo tecnico con anestesisti e farmacisti ospedalieri.

Indagine penale e vertice a Palazzo Chigi

L’indagine condotta dal Nas prosegue parallelamente alle verifiche ministeriali. Il caso è stato oggetto di un vertice a Palazzo Chigi cui hanno partecipato il ministro della Salute Orazio Schillaci e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Fonti ufficiali non confermano indiscrezioni su irregolarità specifiche emerse durante l’ispezione, ma restano da chiarire le dinamiche che hanno permesso la sottrazione delle fiale.

Il quadro più ampio: furti di farmaci in Italia e misure di contrasto

Il caso dell’Israelitico si inserisce in un quadro nazionale di furti di medicinali che, pur mostrando un trend in diminuzione, continua a registrare episodi significativi. Nel 2026 si sono verificati oltre 1.490 furti nelle farmacie territoriali, spesso mirati a prodotti ad alta rivendibilità come steroidi o cosmetici.

Tra gli episodi recenti figurano l’assalto a un tir a Cerignola e la sottrazione all’ospedale Pascale di Napoli di farmaci oncologici sperimentali per un valore stimato in 800 mila euro.

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sottolinea che la tracciabilità del farmaco è attiva dal 2001 e che strumenti come la banca dati MediTheft introdotta nel 2013 hanno rafforzato il monitoraggio. Tuttavia, rimane la necessità di uniformare l’applicazione delle linee guida ospedaliere, come gli standard PadLock sviluppati insieme alla Società di Farmacia Ospedaliera (Sifo).

Riflessioni di operatori e istituzioni

Arturo Cavaliere, presidente della Sifo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di custodia e di introdurre una procedura standardizzata per il passaggio di consegne tra operatori, così da garantire continuità nella custodia e piena tracciabilità delle responsabilità. In linea con questa indicazione, Aifa evidenzia come negli ultimi anni siano stati fatti passi avanti, incluse operazioni di intelligence avviate nel 2014 e attività di monitoraggio che hanno limitato canali di riciclaggio internazionale.

Secondo Domenico Di Giorgio, dirigente dell’Ufficio Carenze, Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico di Aifa l’Italia è oggi «il Paese più avanzato nel contrasto a questo tipo di criminalità», ma permangono criticità nell’applicazione uniforme delle procedure operative, soprattutto all’interno delle realtà ospedaliere.

La vicenda dell’Israelitico sarà seguita dall’autorità giudiziaria e servirà da stimolo per verifiche e possibili adeguamenti organizzativi e tecnologici nelle farmacie ospedaliere.

La relazione finale degli ispettori, che verrà inviata al ministro Schillaci dovrebbe chiarire i punti ancora oscuri e fornire indicazioni operative basate sui rilievi effettuati.