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5 Novembre 2026

Diaco mette a nudo l’ex prete Ravagnani: domande sulla sessualità

L’intervista di Pierluigi Diaco a Alberto Ravagnani ha acceso una controversia sulla privacy, dividendo il consiglio Rai e attirando l’intervento della conduttrice di Ballando con le Stelle.

Diaco mette a nudo l’ex prete Ravagnani: domande sulla sessualità

L’episodio trasmesso nella scorsa puntata di BellaMà su Rai 2 ha rapidamente catturato l’attenzione del pubblico. Il conduttore Pierluigi Diaco, noto per il suo stile diretto, ha invitato Alberto Ravagnani – ex sacerdote della Diocesi di Milano e concorrente di Ballando con le Stelle – a parlare del suo libro autobiografico e della recente partecipazione televisiva. Tuttavia, la conversazione è subito sfociata in un terreno più personale, con domande che hanno riguardato la vita sessuale dell’ospite, suscitando una vera e propria ondata di indignazione su Twitter, Instagram e Facebook.

Le domande incisive di Pierluigi Diaco

Il momento cruciale è avvenuto quando Diaco ha chiesto a Ravagnani: «Sei attratto dagli uomini o dalle donne?» L’ex sacerdote, visibilmente sorpreso, ha risposto che la sua attrazione è verso le donne ma ha definito la questione “priva di fondamento”. Il giornalista non ha esitato: ha raddoppiato l’intensità chiedendo se, dopo aver abbandonato il sacerdozio, l’uomo avesse sperimentato la sessualità con qualcun altro. Ravagnani ha replicato che la domanda lo metteva “su un terreno scivoloso” e ha chiesto se fosse possibile non rispondere, sottolineando il diritto alla privacy. Diaco ha continuato a insistere, sostenendo che chi si espone pubblicamente ha il dovere di chiarire i propri trascorsi.

Il confine tra domanda e giudizio

Nel corso del dialogo, Ravagnani ha precisato che gli interrogativi di Diaco erano più giudizi che vere domande, ricordando che il proprio percorso spirituale e professionale era già stato spiegato nel libro pubblicato poco prima. Questa distinzione ha posto in evidenza il dibattito più ampio sul rispetto dei limiti giornalistici: quando un’intervista diventa un’interrogazione invasiva, si rischia di trasformare la curiosità in aggressione verbale.

Le reazioni dei social, dei colleghi e della dirigenza Rai

Il video dell’intervista è diventato virale in poche ore, raccogliendo migliaia di commenti. Molti utenti hanno condannato la linea di Diaco, definendola “inappropriata” e “invasiva”. Il Team di Ballando con le Stelle ha espresso un forte disappunto, minacciando di limitare la partecipazione dei propri concorrenti a programmi che ritenesse “sconcertanti”. Parallelamente, il Consiglio di Amministrazione della Rai si è trovato diviso: i consiglieri di opposizione Alessandro di Majo e Roberto Natale, insieme al rappresentante dei dipendenti Davide Di Pietro, hanno definito le domande “aggressive” e “inquisitorie”. In contrapposizione, la consigliera di maggioranza Federica Frangi ha difeso il diritto del giornalista di porre quesiti provocatori, sostenendo che la libertà di stampa deve prevalere su eventuali sensazioni di disagio.

La posizione di Milly Carlucci e di Ballando con le Stelle

Milly Carlucci, conduttrice di Ballando con le Stelle, ha reagito tramite la sua storia su Instagram, definendo l’accaduto “inaccettabile” e ribadendo l’impegno del programma a promuovere “riflessioni inclusive” e “rispetto della persona”. Il suo intervento ha sottolineato che la trasparenza di un concorrente non dovrebbe tradursi in un’offensiva contro la dignità individuale. La produzione del talent show ha anche valutato di bloccare future apparizioni di partecipanti in programmi di intrattenimento considerati “controversi”, per tutelare l’immagine del format.

Il dibattito interno al CDA e le dichiarazioni dei consiglieri

Il Consiglio di Amministrazione della Rai, tradizionalmente riservato su questioni di programmazione interna, è stato costretto a pronunciarsi pubblicamente. Il comitato Daytime e il Comitato Pari Opportunità della Rai hanno espresso solidarietà a Ravagnani, definendo le domande “sopraelevate” e “non necessarie per il pubblico”. Anche l’Usigrai ha sottolineato la necessità di preservare un “clima di rispetto” nei confronti di chi, pur avendo abbandonato un ruolo religioso, rimane una figura pubblica. La delegazione del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza ha poi etichettato Diaco come “volto di TeleMeloni”, accusandolo di “aggressione verbale” e chiedendo una revisione delle linee editoriali dei programmi di intrattenimento.