Dieta planetaria: schema pratico per salute e sostenibilità

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I fatti sono questi: la dieta planetaria è un modello alimentare che coniuga tutela della salute e limiti ecologici della Terra.

La notizia è arrivata alle raccomandazioni aggiornate dalla Commissione EAT-Lancet con revisione fino al 2026. Il fine è sfamare la popolazione mondiale entro i confini ambientali riducendo rischi di obesità, diabete e malattie cardiovascolari.

I fatti

La dieta privilegia alimenti di origine vegetale: cereali integrali, verdura, frutta, legumi, semi e frutta secca. L’approccio enfatizza varietà, stagionalità e limitazione delle proteine animali. Le linee guida non impongono il vegetarianismo, ma definiscono frequenze e qualità per bilanciare esigenze nutrizionali e sostenibilità.

Definizione e obiettivi

La Planetary health diet concilia salute umana, impatto ambientale ed equità economica. Studi citati indicano una riduzione del 27% del rischio di morte prematura associata a diete più aderenti a questo modello.

Schema settimanale

Un possibile schema suggerisce carne al massimo tre volte a settimana, preferendo carne bianca e tagli magri. Il pesce può comparire fino a tre volte settimanali, privilegiando specie di piccola taglia e pesca sostenibile.

Le uova sono indicate una-due volte a settimana; gli affettati vanno limitati a occasioni rare.

Formaggi, yogurt e latticini

I latticini vanno modulati: formaggi al massimo due volte a settimana e yogurt 1-2 porzioni giornaliere se non si consumano altri latticini. È preferibile scegliere prodotti meno industrializzati e puntare su qualità e stagionalità.

Le conseguenze

L’aderenza al modello mostra benefici documentati per mortalità e funzione renale. I fatti sono questi: una riduzione del 27% della mortalità prematura e una diminuzione del 17% del rischio di malattia renale cronica sono state osservate in studi su larga scala.

Ruolo pratico di legumi e cereali

I legumi sono un pilastro, consigliati almeno tre volte a settimana. Tecniche pratiche riducono il gonfiore: legumi decorticati, zuppe frullate, polpette e ammollo prolungato con erbe carminative. I cereali integrali come orzo, farro, riso integrale e avena vanno preferiti quotidianamente.

Errori comuni e spesa

Un errore frequente è sottovalutare l’apporto animale complessivo quotidiano, ad esempio formaggio grattugiato ripetuto. È consigliabile limitare i cibi ultraprocessati e leggere le etichette.

Il primo ingrediente elencato indica la componente prevalente.

Secondo fonti ufficiali, le raccomandazioni vanno adattate al profilo individuale. Gli esperti raccomandano la consulenza di professionisti qualificati, come la dottoressa Carola Dubini dell’IRCCS Policlinico San Donato. La Commissione EAT-Lancet ha aggiornato le linee guida fino al 2026 indicando ulteriori sviluppi attesi nella ricerca e nelle policy alimentari.