La Cina sta compiendo passi da gigante nel campo delle tecnologie sostenibili, con innovazioni che spaziano dall’alimentazione all’intelligenza artificiale.
Due progetti recenti, in particolare, stanno attirando l’attenzione internazionale: un modulo di alimentazione per ridurre i costi del calcolo IA e un data center sottomarino alimentato da energia eolica.
Queste iniziative rappresentano un passo significativo verso la sostenibilità e l’efficienza energetica, dimostrando come la tecnologia possa essere utilizzata per affrontare alcune delle sfide più pressanti del nostro tempo.
Il 10 giugno 2026, la Cina ha presentato il primo modulo di alimentazione progettato per ridurre i costi del calcolo dell’intelligenza artificiale. Questo modulo, sviluppato da un team di ricercatori cinesi, utilizza tecnologie avanzate per ottimizzare l’uso dell’energia e migliorare l’efficienza dei data center.
L’intelligenza artificiale richiede una quantità enorme di potenza di calcolo, che a sua volta richiede una grande quantità di energia. Questo modulo di alimentazione rappresenta un passo importante verso la riduzione dei costi operativi e l’impatto ambientale dei data center.
Un altro progetto innovativo è il data center sottomarino situato al largo di Shanghai. Questo impianto, attivato ufficialmente il 9 giugno 2026, è il primo al mondo a essere alimentato esclusivamente da energia eolica. La struttura, situata a circa 10 km dalla costa, è progettata per operare sott’acqua, con tecnologia che permette di abbattere i consumi energetici e minimizzare l’impatto ambientale.
Il data center, denominato Shanghai Lingang undersea data center demonstration project, ha una capacità iniziale di 24 megawatt.
Questo progetto pilota rappresenta una risposta concreta alle sfide energetiche e ambientali sollevate dal recente boom dell’intelligenza artificiale.
Il data center sottomarino offre numerosi vantaggi rispetto ai tradizionali data center terrestri. Innanzitutto, l’uso dell’energia eolica riduce significativamente l’impatto ambientale. Inoltre, l’ambiente sottomarino offre condizioni ideali per il raffreddamento dei server, riducendo ulteriormente i consumi energetici.
La dissipazione del calore in acqua è molto più efficiente rispetto all’aria, il che permette di ridurre i costi operativi e migliorare l’efficienza energetica.
Questo progetto rappresenta un passo importante verso la creazione di infrastrutture tecnologiche sostenibili.
Oltre alle innovazioni tecnologiche, la Cina sta investendo pesantemente nel settore agricolo per garantire la sovranità alimentare. Con quasi il 20% della popolazione globale e meno del 9% delle terre coltivabili mondiali, la Cina deve fare affidamento su tecnologie avanzate per aumentare la produzione di cibo.
Una delle innovazioni più promettenti è la tecnologia Juncao, che utilizza piante erbacee appositamente coltivate come substrato per coltivare funghi commestibili e medicinali.
Questa tecnica ecologica rappresenta un passo importante verso un’agricoltura più sostenibile.
Un’altra innovazione significativa è il riso ibrido, una tecnica ad alto rendimento che implica l’incrocio di diverse varietà di riso per ottenere piante più resistenti e con rese molto più elevate. Questi progressi tecnologici stanno permettendo alla Cina di incrementare la produzione di cereali e garantire la sicurezza alimentare.
La Cina sta anche sperimentando con il triticale, un ibrido sintetico ottenuto incrociando grano e segale.
Questo cereale artificiale si adatta a condizioni ambientali difficili e può produrre fino a 4 tonnellate di foraggio per mu (circa 667 metri quadrati) all’anno.
Il triticale è particolarmente utile per rendere produttivi terreni marginali e contrastare gli effetti delle condizioni climatiche estreme. Questo progetto, supportato dalla Xinjiang Maishengdao Biotechnology, rappresenta un passo importante verso la creazione di un sistema alimentare più resiliente.
La Cina sta investendo tempo e risorse per rendere il proprio sistema alimentare impermeabile agli shock esterni.
Entro il prossimo decennio, il governo cinese prevede di produrre il 91,5% del cibo consumato, con l’obiettivo di raggiungere il 92% di autosufficienza nei cereali e nei fagioli di base entro il 2033.