C’è un legame tra gli antibiotici e l’obesità?

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Il tasso di obesità infantile è più che raddoppiato negli ultimi 30 anni.

L’aumento è tanto che oggi circa il 18% dei bambini dai 6 agli 11 anni ha un peso corporeo eccessivo. L’obesità infantile spesso si protrae fino a portare ad adolescenti e adulti obesi. Questo li mette a rischio di sviluppare una serie di gravi problemi di salute, come diabete, infarto, artrosi e alcune specie di cancro. Corrono anche il rischio di essere stigmatizzati e di sviluppare una scarsa autostima.

Questo potrebbe ostacolare il loro successo nella vita.

Quando analizziamo le cause dell’obesità infantile, di solito ci concentriamo sullo squilibrio calorico, cioè, una dieta troppo ricca di calorie, accoppiata a poco esercizio. Ma c’è anche un altro fattore potenziale che recentemente è emerso: terapia con antibiotici in giovane età.

Lo studio

In uno studio pubblicato in JAMA Pediatrics nel 2014, i ricercatori hanno utilizzato cartelle cliniche elettroniche per analizzare quasi 65.000 bambini per un periodo di 12 anni.

Hanno riscontrato che a 7 bambini su 10 sono stati somministrati antibiotici prima che raggiungessero i 2 anni di età e quelli che avevano ricevuto antibiotici ad ampio spettro avevano circa l’11% di probabilità in più di diventare obesi all’età di 5 anni rispetto a quelli che non li avevano presi.

Quanto prima un bambino era esposto ad antibiotici ad ampio spettro, tanto maggiore era la probabilità di ottenere un’insana quantità di peso all’età di 5 anni.

Gli antibiotici a spettro ristretto non avevano un effetto così significativo, tranne se un bambino aveva quattro o più cicli.

Antibiotici e batteri buoni

Ma qual è il nesso tra antibiotici e obesità? Sembrano due cose totalmente estranee tra loro, ma non è così. Oltre ad attaccare i microbi dannosi, infatti, gli antibiotici ad ampio spettro distruggono anche quelli benefici nell’intestino. Sono i cosiddetti “batteri buoni” che ci aiutano a digerire i cibi e a mantenere l’equilibrio dell’organismo.

Le ricerche mostrano che anche se i microrganismi della flora intestinale raddoppino in quantità dopo il trattamento con gli antibiotici, la diversità dei microbi è alterata. Proprio la diversità sembra garantire una protezione contro l’obesità.

L’autore principale dello studio, il dott. L. Charles Bailey del Children’s Hospital di Philadelphia, ha dichiarato in un’intervista a Reuters che la ricerca non mostra che gli antibiotici ad ampio spettro sono “colpevoli” nel causare l’obesità, ma che potrebbero svolgere un ruolo contribuente.

Batteri resistenti

Alcuni hanno visto lo studio come un altro motivo per essere cauti nell’uso di antibiotici ad ampio spettro, che sono anche associati all’aumento delle infezioni resistenti agli antibiotici. Infatti, più antibiotici assumiamo, più i “batteri cattivi” saranno abituati a queste cure. E, dopo un po’, non saranno più efficaci.

Antibiotici per gli animali

Ma un altro studio, pubblicato nel 2013 in Frontiers in Public Health, sostiene che ci sia un legame tra l’obesità adulta e antibiotici veterinari.

Si tratta di quelli somministrati al bestiame per impedire loro di ammalarsi e per favorire l’aumento di peso. L’uso nel bestiame di agenti antimicrobici è aumentato nettamente negli Stati Uniti negli stessi 20 anni dell’epidemia di obesità.

Nessuno di questi studi dimostra prove confutabili che l’uso di antibiotici nei bambini o nel nostro cibo può causare obesità. Ma è un’altra area che potrebbe usare per potenziare la ricerca nella nostra missione per una salute migliore.