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Negli ultimi decenni la pratica meditativa è passata dai contesti di tradizione spirituale ai laboratori di ricerca e agli spazi pubblici.
Oggi meditazione viene studiata come strumento capace di influenzare molti determinanti della salute, contribuendo sia al benessere individuale che a strategie di prevenzione collettiva. In questo senso, portare una pratica personale nel dibattito pubblico significa interrogarsi sui limiti etici, sulle evidenze scientifiche e sulle modalità di implementazione all’interno di sistemi sanitari ed educativi.
Il convegno intitolato “Meditazione come strategia di promozione della salute. Conoscenze antiche e prove scientifiche moderne” riunisce esperti e operatori per discutere questi temi: appuntamento il 24 febbraio 2026, dalle 9:30 alle 13:30, presso la Sala Capitolare nel Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, Piazza della Minerva 38, Roma.
L’iniziativa, promossa dalla senatrice Elena Murelli e organizzata dalla Fondazione Internazionale LUMEN ETS con il supporto della Rete SALUS, si propone di offrire un quadro multidisciplinare che unisca storia, pratica e ricerca.
Una parte crescente della letteratura scientifica mette in evidenza effetti misurabili della meditazione nell’ambito degli interventi mente-corpo. Tra i risultati più frequentemente riportati si trovano la riduzione dell’infiammazione sistemica, della percezione del dolore, e dei sintomi di ansia e depressione.
Al contempo, numerosi studi indicano miglioramenti nella qualità del sonno, nella concentrazione e nelle prestazioni cognitive, con ricadute utili anche in contesti clinici complessi e per persone in condizioni di fragilità.
Dal punto di vista biologico e psicologico, la meditazione sembra modulare risposte neuroendocrine e processi infiammatori, oltre a favorire strategie di regolazione emotiva. È importante sottolineare che il termine meditazione racchiude pratiche molto diverse tra loro: mindfulness, tecniche contemplative e pratiche religiose hanno obiettivi, durate e modalità differenti.
Pertanto, l’interpretazione dei risultati richiede attenzione al contesto e alla specificità degli interventi valutati.
Il convegno esplorerà modelli applicativi della meditazione come intervento costo-efficace, replicabile e adattabile a scuole, luoghi di lavoro e strutture di cura integrate. L’approccio proposto dalla rete SALUS privilegia l’empowerment e gli stili di vita sani come determinanti della salute, suggerendo percorsi che combinano informazione, formazione e pratiche esperienziali.
In questa prospettiva, la meditazione può diventare parte di programmi più ampi di promozione della salute pubblica.
Per trasferire la meditazione dallo spazio privato a quello pubblico è necessario definire standard formativi, criteri di qualità e sistemi di monitoraggio. Questioni etiche emergono quando pratiche con radici spirituali incontrano istituzioni laiche: è fondamentale garantire un’offerta trasparente, volontaria e rispettosa delle differenze culturali. Inoltre, la valutazione continua degli esiti e la condivisione di protocolli permettono di limitare il rischio di applicazioni improprie o non efficaci.
L’evento vedrà la partecipazione di voci italiane e internazionali, con contributi sia scientifici sia esperienziali. Tra gli interventi annunciati figurano: Franco Berrino, medico chirurgo ed epidemiologo; Marco Bertali, psichiatra e psicoterapeuta; Guidalberto Bormolini, monaco e docente in antropologia teologica; Daniel Lumera, ricercatore e divulgatore nel campo del benessere; Davide Maria Pirovano e Milena Simeoni, promotori dell’Ecovillaggio LUMEN e figure operative nella formazione naturopatica.
Il confronto offrirà strumenti operativi, modelli di intervento e proposte per integrare la meditazione nei percorsi di cura e nell’educazione.
Partecipare significa non solo ascoltare dati e testimonianze, ma anche interrogarsi sul significato di includere pratiche personali nelle politiche di salute pubblica. La sfida resta trovare un equilibrio tra rispetto delle tradizioni, rigore scientifico e fattibilità organizzativa, così da valorizzare la meditazione come risorsa per una promozione della salute che sia realmente inclusiva e sostenibile.