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Il tumore della vescica rappresenta una delle neoplasie più diffuse in Italia, collocandosi al quarto posto tra i tumori più diagnosticati.
La percentuale di sopravvivenza a cinque anni raggiunge l’80%, ma è fondamentale una diagnosi tempestiva. Sfortunatamente, circa il 10% dei pazienti scopre di avere la malattia quando è già in uno stadio avanzato o metastatico, una condizione che compromette gravemente le possibilità di vita.
Per queste situazioni critiche, è stata recentemente introdotta una nuova terapia combinata che offre una speranza concreta. Si tratta di un’associazione tra due farmaci innovativi: enfortumab vedotin e pembrolizumab, che ha dimostrato di raddoppiare la sopravvivenza rispetto ai tradizionali trattamenti chemioterapici.
Questa nuova opzione terapeutica è considerata una vera e propria rivoluzione nel campo dell’oncologia urologica. Secondo il Professor Roberto Iacovelli, specialista in Oncologia Medica presso l’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, la terapia rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla chemioterapia tradizionale, utilizzata da quasi quattro decenni.
Il enfortumab vedotin è un anticorpo farmaco-coniugato che mira a trasportare un agente chemioterapico direttamente all’interno delle cellule tumorali.
Dall’altro lato, il pembrolizumab gioca un ruolo cruciale nel riattivare il sistema immunitario, permettendo al corpo di identificare e combattere le cellule cancerose. Questa sinergia tra i due farmaci offre un approccio multifattoriale nell’attacco al tumore, aumentando le probabilità di successo terapeutico.
Le evidenze cliniche sono estremamente incoraggianti. Oltre il 74% dei pazienti trattati con questa combinazione ha mostrato una risposta completa e la maggior parte di loro continua a beneficiare del trattamento anche dopo due anni.
La dott.ssa Patrizia Giannatempo, oncologa presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano, sottolinea come i dati dimostrino che nei pazienti con risposta iniziale completa, la progressione della malattia tende a manifestarsi dopo periodi prolungati, suggerendo che l’impatto della terapia potrebbe essere duraturo.
Le linee guida internazionali hanno già riconosciuto l’importanza di questa combinazione, posizionandola come trattamento di prima linea per il carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico.
Questo riconoscimento offre una nuova speranza a una popolazione di pazienti che ha storicamente affrontato un alto grado di insoddisfazione nei trattamenti disponibili.
L’approvazione della combinazione di enfortumab vedotin e pembrolizumab rappresenta un passo fondamentale nella lotta contro il tumore della vescica avanzato, rispondendo a necessità terapeutiche fino ad ora insoddisfatte e migliorando le prospettive di vita per molti pazienti.