Qual è il Paese che mostra maggior empatia?

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Quanto sei disposto ad aiutare un completo sconosciuto o a vedere le cose dal punto di vista di chi ha idee politiche diverse dalle tue? La tua inclinazione a farlo potrebbe dipendere dal paese in cui vivi? Un nuovo studio condotto dalla Michigan State University (MSU) guarda per la prima volta all’empatia, definita dai ricercatori come la tendenza a essere in armonia con i sentimenti e i punti di vista di qualcun altro.

Studi sull’empatia

Anche l’empatia si può studiare e quantificare. I ricercatori hanno esaminato dei sondaggi online da parte di 104.000 adulti di 63 paesi. I partecipanti hanno completato un test che misura il livello di empatia, dove gli veniva chiesto di usare una scala da 1 a 5 per determinare quanto sentivano vicine delle affermazioni come “a volte cerco di capire meglio i miei amici immaginando le cose dal loro punto di vista”.

L’Equador è risultato il paese con maggior empatia, seguito in ordine da:

  1. Arabia Saudita
  2. Perù
  3. Danimarca
  4. Emirati Arabi Uniti
  5. Corea
  6. Stati Uniti
  7. Taiwan
  8. Costa Rica
  9. Kuwait

Individualismo e collettivismo

La Lituania è sessantatreesima, e anche altri paesi dell’Est Europa si trovano in fondo. Paesi con pochi partecipanti sono stati esclusi; ciò include molti Stati africani. I risultati potrebbero risultare sorprendenti, ma non dovrebbero. Uno dei motivi per cui le culture hanno un rapporto diverso con l’empatia è che alcune enfatizzano l’individualismo mentre altre il collettivismo, afferma l’autore dello studio.

Le persone che vivono in culture collettiviste tendono a essere più empatici.

“Le culture individualiste tendono a focalizzarsi sui risultati e l’autonomia dell’individuo – siamo gli artefici del nostro destino”, afferma William Chopik, a capo dello studio e professore di psicologia al MSU. “Invece, le culture collettiviste sono molto più inserite in reti sociali. Queste persone sottolineano l’importanza della famiglia e dell’amicizia. Spesso tendono a non focalizzarsi troppo su se stessi perché ciò ti mostra come individuo e le culture collettiviste non lo considerano un valore”.

I risultati

Inizialmente, era sorpreso che gli Stati Uniti fossero quasi in cima alla classifica. “Molte persone pensano che negli USA sia difficile creare dei legami forti… Ma se si pensa in maniera più ampia, gli Stati Uniti sono un paese molto generoso. Forniscono soccorso agli altri paesi, cercano sempre violazioni dei diritti umani. In confronto al resto del mondo, sono molto vigili su questo tipo di cose”.

Chopik afferma di non sapere bene perché le persone in Equador si sono classificate al primo posto per l’empatia.

“Forse è un paese più collettivista, forse esprimono meglio le proprie emozioni, forse sono più generosi”.

Potrebbero sorprendere anche i paesi del Medio Oriente. Questi per gli americani potrebbero sembrare poco empatici. Chopik suggerisce che il sondaggio stesso potrebbe essere responsabile per la presenza del gruppetto nella top ten, perché esso non differenzia tra l’empatia per le persone della propria cultura e quella per persone di una cultura diversa. “Quando parli con persone di quella regione, sono molto calorosi, specialmente verso le persone del loro stesso gruppo”, afferma.

“È una cosa che ci interessa molto per ricerche future”.

Quest’informazione è molto interessante, ma cosa vuol dire essere una nazione empatica, ed è importante? Chopik dice che lo sia, perché l’empatia è indice di generosità di spirito, di felicità e persino di salute e benessere.

“Le persone veramente empatiche sono felici”, afferma. “Quando penso al benessere e a cosa crei una buona qualità della vita, spesso si tratta della felicità e delle nostre relazioni sociali.

E l’empatia collega queste due cose. Ci sono anche delle ricerche sulla generosità e la salute. Quando si guarda al benessere di un paese, spesso si pensa a come si formano le relazioni, a se sono felici, e gran parte di tutto ciò è collegato all’empatia”.

Siamo tutti empatici

Questo non vuol dire che le persone dei paesi in fondo alla lista dovrebbero preoccuparsi della propria qualità della vita e del proprio benessere, afferma Chopik.

La differenza tra i paesi in realtà è molto piccola. “La maggior parte dei paesi sono molto empatici. Non è che alcuni non lo sono per niente o non sono in grado di guardare le cose da un’altra prospettiva”. Infatti, solo un decimo di punto fa la differenza tra dozzine di posti presenti nella classifica. E ciò è qualcosa di positivo. “La morale di questo studio è che il mondo è un luogo empatico, e credo che sia una cosa buona”.