Pandemic fatigue: cos’è e qual è il suo significato

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Sono tempi difficili: i contagi sembrano aumentare e ogni giorno ci sono nuove regole e restrizioni da rispettare per tutelare la nostra salute.

La salute fisica non è l’unica a risentire della gravità di questa situazione, anche la nostra salute mentale ne sta subendo i danni. Si tratta della pandemic fatigue: ecco cos’è e il significato.

La pandemic fatigue: cos’è e significato

La traduzione letterale dall’inglese è stanchezza pandemica, si tratta di una reazione allo stress prolungato, caratterizzata da uno stato fisico e mentale di fatica generalizzata: dunque si è tristi, senza energia e meno attenti.

Reazioni psico-fisiche di questo genere sono da tenere sotto controllo, in quanto ansia e paura abbassano le nostre difese immunitarie e ci espongono quindi a più rischi.

Come si presenta

Ora che abbiamo chiarito cos’è la pandemic fatigue e qual è il suo significato, ci resta da chiederci: esattamente come si presenta? Le persone appaiono prive di energia, affaticate a livello mentale oltre che fisico, in sostanza sono frustate. Inoltre tendono ad avere una visione pessimistica del presente e del futuro.

Un ulteriore sintomo è la mancanza di attenzione e rispetto verso regole e imposizioni esterne. Insomma, si è demotivati verso tutto ciò che ci circonda: regole, relazioni sociali e lavoro.

Qual è la causa effettiva

La vita quotidiana di tutti è cambiata drasticamente, anche quella di chi non si è ammalato: si è dovuto rispettare il lockdown, si deve tutt’oggi praticare il distanziamento sociale, si devono indossare le mascherine fuori casa, c’è una limitazione dei contatti familiari e degli affetti in generale.

Inoltre sono state avviate nuove modalità per lavorare a distanza, il cosiddetto smart working, mai praticato con questa frequenza prima, una novità non da poco a cui abituarsi. Anche lezioni scolastiche si sono svolte online, a distanza, per la maggior parte del tempo, cambiando il modo di apprendere e insegnare.

Chi colpisce

Può interessare chiunque, indipendentemente dall’età. Ci sono persone che reagiscono alla pandemia in maniera più intensa di altre, ma potenzialmente la pandemic fatigue può colpire chiunque.

Chiaramente i dottori, gli infermieri sono più esposti, spesso perché lavorano troppo a lungo e non hanno la possibilità di staccare, sia dal lavoro che dalla complicata situazione sanitaria. Ne possono essere colpiti i bambini, così come gli adolescenti e gli adulti o gli anziani, per cause diverse e con conseguenze altrettanto diverse.

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) addirittura il 60% della popolazione europea intervistata mostra sintomi legati alla pandemic fatigue.

E questo dato potrebbe ancora aumentare!

Resta comunque importante difendersi dalla pandemia: indossando correttamente la mascherina e rispettando le normative vigenti. Rimanendo positivi e cercando del fare il nostro meglio!