Perché la cultura fa bene anche al corpo

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Immergersi in una mostra di Leonardo Da Vinci o lasciarsi trasportare dalla musica di Verdi a teatro non è un’esperienza stimolante solo per la mente – ma anche per il corpo.

La cultura, infatti, è una cura a tutti gli effetti per il nostro organismo. Frequentare musei, concerti e teatri regolarmente consente di prevenire malattie del corpo così come della mente.

Le iniziative a favore

La cultura fa bene anche al corpo. Questa è la tesi sostenuta dall’Associazione medici canadesi, che ha iniziato a prescrivere ai pazienti visite a musei e visione di spettacoli a teatro. La causa è stata appoggiata anche dal Museo delle belle arti di Montreal, che ha deciso di concedere l’ingresso gratuito a tutti i malati cui viene prescritta questa particolare terapia – anche accompagnati.

La collaborazione tra i due enti durerà un anno e fa parte di una corrente di pensiero in realtà già diffusa nel mondo della medicina. I paesi scandinavi, infatti, hanno già scoperto i benefici della cultura sulla salute. Basti pensare che in Finlandia è attivo da anni un programma chiamato Taiku, che prevede delle attività culturali studiate appositamente per le persone ricoverate in ospedale.

Cultura e salute: la parola agli scienziati

È bene sottolineare che la correlazione tra arte e salute ha dei fondamenti scientifici. Proprio di questo tratta un recente studio ad opera dei ricercatori londinesi dello University College, che è stato pubblicato sul British Journal of Psychiatry. Secondo gli studiosi, compiere attività di tipo culturale anche solo una volta al mese può ridurre il rischio di depressione fino al 48%. Per ottenere dei benefici tangibili, inoltre, non è necessario aspettare molto. È possibile vedere i primi risultati positivi sul corpo già dopo una sola esperienza della durata di qualche ora.

L’efficacia di questa singolare terapia è stata dimostrata tramite un esperimento condotto in Italia. Un gruppo di 100 volontari di età diversa ha visitato la cupola ellittica più grande al mondo, ovvero quella della chiesa di Vicoforte, in Piemonte. Il team che si è occupato dello studio è stato guidato da Enzo Grossi, direttore della Fondazione villa Santa Maria, che da anni si impegna ad analizzare il rapporto tra cultura e salute.

Il responsabile della ricerca è rimasto soddisfatto dai risultati ottenuti. Dopo la visita alla cupola, infatti, i partecipanti hanno percepito una maggiore senso di benessere, dovuto alla riduzione della percentuale di cortisolo, l’ormone dello stress che si trova nella saliva, che in alcuni soggetti è diminuita fino al 60%. I dati, dunque, sono molto incoraggianti, soprattutto considerando che grandi quantità di cortisolo possono danneggiare il cervello, e portare a disturbi quali depressione e Alzheimer.