Pianta aloe vera: come riconoscerla, coltivarla e curarla

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L’aloe vera è una pianta ricca di proprietà benefiche sia per il corpo che e per il nostro organismo, quindi, averne una in casa da cui poter estrarre il gel e il succo all’occorrenza è molto utile.

I benefici del succo e del gel di aloe vera, come è noto, sono molteplici, quindi, avere una fonte fresca in casa disponibile all’occorrenza è la soluzione perfetta per poter sfruttare a pieno le proprietà della pianta di aloe vera. Questa pianta non necessita di eccessive attenzioni, coltivarla e prendersene cura non è poi così difficile. Non è necessario, inoltre, avere a disposizione un ampio giardino o di un orto, è possibile coltivarla, infatti, all’interno di un semplice vaso, anche al chiuso, in casa propria.

Caratteristiche pianta aloe

L’aloe vera è una pianta succulenta, simile ad un cactus, appartenente alla famiglia delle Liliaceae ed originaria dell’Africa centrale ma è diffusa, più generalmente, nelle varie aree desertiche del pianeta. La pianta riesce a sopravvivere a climi molto aridi grazie alla sua capacità di immagazzinare riserve idriche.

Al mondo esistono oltre 200 varianti di aloe, ognuna di essa presenta caratteristiche differenti. L’aloe vera, detta anche Aloe Barbadensis, è la varietà di aloe più diffusa, nota ed utilizzata viste le sue proprietà benefiche.

L’aloe vera è una pianta sempreverde che fiorisce dalla primavera all’autunno, periodo che può variare a seconda della varietà. I suoi fiori possono essere di colore rosso, arancione oppure giallo.

Le sue lunghe e spesse foglie di colore verde chiaro sono disposte a ciuffo e presentano lungo i lati delle piccole spine.

Come si coltiva

L’aloe vera può essere coltivata in tutta Italia, sia in un vaso che in giardino.

Coltivare questa pianta non è eccessivamente difficile, è necessario seguire alcuni indicazioni ed accortezze.

Qualora si scegliesse di coltivare la pianta in un vaso è necessario che questo abbia un diametro di almeno 60 cm, la pianta, infatti, ha bisogno di sviluppare le proprie radici.

Bisogna tenere presente che la pianta di aloe vera non sopravvive a climi troppo rigidi, quindi, non può essere esposta a temperature inferiori allo zero. La pianta, inoltre, ha bisogno di essere esposta al sole per almeno 4 ore al giorno.

La temperatura ideale a cui coltivare l’aloe vera è compresa tra i 20°c e 25°c.

La pianta non ha bisogno di molta acqua, infatti, deve essere annaffiata una o due volte al mese durante i mesi più freddi e una volta settimana nei mesi più caldi.

Il terreno ideale in cui coltivare la pianta di aloe vera è sabbioso, dovrebbe essere composto da tre parti di sabbia e una parte normale di terriccio da giardino.

Si consiglia fortemente di porre sul fondo del vaso dell’argilla per consentire il drenaggio.

La pianta di aloe vera non ha bisogno di essere potata. L’unica operazione necessaria è eliminare le foglie alla base che si seccano con il tempo.

Possibili malattie: foglie molli e marroni

Il problema delle foglie molli e marroni potrebbe essere dovuto all’eccessiva esposizione diretta ai raggi solari. Ciò si verifica in maniera più frequente nelle piante che non hanno sviluppato bene la cuticola perché abituate a stare in casa.

Questa situazione può essere risolta se si agisce tempestivamente e se, quindi, le radici non sono danneggiate. Per far sì che la pianta si riprenda è sufficiente porla in una zona al riparo dalla luce solare diretta.

Se le foglie della pianta appaiono macchiate di marrone o sono ingiallite, probabilmente sono state colpite dagli acari. In tal caso potrebbe rivelarsi sufficiente aumentare l’umidità dell’habitat in cui si trova la pianta, se questo non dovesse funzionare è necessario utilizzare un prodotto antiacaro specifico.

Come curare l’aloe

Per garantire tutti gli elementi nutritivi di cui necessita la pianta di aloe vera è necessario concimare il terreno, soprattutto se la si coltiva in un vaso. Bisogna ricorda, inoltre, di bagnare il terreno prima di procedere alla fertilizzazione per evitare di danneggiare la massa radicale. Inoltre, è fortemente sconsigliato l’utilizzo di concimi chimici, in particolare se si intende assumerne il succo o estrarre il gel.

Sono molte le soluzioni naturali tra cui scegliere.

Si può optare per un macerato di ortica o di equiseto che fornisco sostanze nutrienti come, ad esempio, l’azoto, il potassio e il fosforo.

Anche la cenere è considerata un buon fertilizzante naturale.

Infine, è possibile utilizzare il concime organico costituito da letame reperibile presso allevamenti di bovini o di pollame. Molto meglio se si tratta di allevamenti biologici.

Si consiglia di concimare massimo una volta al mese.