Il tumore al seno rappresenta una delle sfide più grandi della medicina moderna.
Nel 2026, un evento significativo ha riunito istituzioni, clinici e associazioni al Ministero della Salute per presentare il Policy Act 2026 un documento che delinea nuove strategie per migliorare la diagnosi, la prevenzione e la cura di questa malattia.
L’iniziativa, nata nel 2026, ha visto la partecipazione di esperti di oncologia rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità e delle principali associazioni di pazienti. L’obiettivo è trasformare i progressi scientifici in benefici concreti per tutte le donne, indipendentemente dall’età o dal territorio di appartenenza.
Il documento elaborato durante la Consensus 2026 individua cinque principi guida: equità di accessoappropriatezza clinicamultidisciplinarietàpersonalizzazione dei percorsi e sostenibilità dell’innovazione. Tra le priorità figurano:
La Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha sottolineato l’importanza di una corretta alimentazione nel percorso di cura del tumore al seno. Secondo i dati, il 55% delle donne con carcinoma mammario è in sovrappeso o obeso, una condizione che può influenzare negativamente la prognosi.
Alessio Filippone, vice-coordinatore del gruppo di lavoro SINU, ha spiegato che le pazienti spesso affrontano alterazioni della composizione corporea a causa dei trattamenti sistemici, delle terapie ormonali e della menopausa iatrogena.
Questi fattori, uniti alla riduzione dell’attività fisica post-diagnosi, favoriscono un aumento del grasso viscerale a discapito della massa muscolare.
La SINU ha quindi promosso linee guida per la gestione del peso e la promozione dell’attività fisica, integrando il supporto nutrizionale nei protocolli terapeutici e nei follow-up.
La Breast Unit dell’ospedale di Città di Castello ha celebrato un decennio di attività con un convegno che ha evidenziato i risultati raggiunti e le prospettive future.
Nel 2026, la rete delle quattro Breast Unit umbre ha eseguito 1.075 interventi, di cui 333 gestiti dalla struttura tifernate.
Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, ha sottolineato l’importanza della Breast Unit come base della rete oncologica regionale. La Regione ha investito in prevenzione, inserendo le donne a partire dai 45 anni nel percorso dello screening mammografico.
Il convegno ha anche presentato i risultati dello screening mammografico con l’Intelligenza Artificiale, che ha permesso di ridurre i tempi di refertazione e aumentare l’efficacia clinica, intercettando 189 casi positivi in più.