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La Fondazione che promuove la Dieta Mediterranea ha concluso il processo di rinnovo degli organi sociali, con una serie di nomine che aprono una nuova fase operativa per l’ente.
La nomina del presidente e la composizione del consiglio delineano un mix di competenze tra ricerca, turismo sostenibile e amministrazione pubblica, con l’obiettivo di rafforzare le attività di ricerca e di diffusione sul territorio. In questo contesto il ruolo delle istituzioni locali e delle organizzazioni del terzo settore rimane centrale per valorizzare la diversità biologica e la qualità della vita collegata al modello alimentare mediterraneo.
Al centro della scelta dei soci è emersa la figura del professor Domenico Rogoli, biologo nutrizionista e docente, che assume la presidenza dopo aver ricoperto il ruolo di segretario generale dell’ente.
Le nomine riflettono anche l’intento di integrare competenze manageriali e associative: il nuovo assetto punta a consolidare i rapporti con il mondo scientifico, con le istituzioni e con gli operatori economici interessati alla tutela del patrimonio alimentare e culturale rappresentato dalla Dieta Mediterranea, riconosciuta come patrimonio immateriale dell’Unesco.
Il consiglio d’amministrazione vede, oltre al presidente Domenico Rogoli, figure provenienti dal settore turistico, associativo e della ricerca.
È stato nominato vicepresidente il dottor Bartolomeo D’Amico, manager turistico e presidente nazionale dell’Associazione dei Direttori d’Albergo. Tra i consiglieri compaiono l’avvocato Stefania Pasimeni, presidente di Confcooperative Brindisi, la dottoressa Sandra Lanza, imprenditrice turistica e presidente di Legambiente Ostuni, e l’ingegner Fausta Cosentino, ricercatrice ENEA e presidente dell’associazione RiCreAzione. Questo profilo multisciplinare è pensato per favorire sinergie tra promozione territoriale, sostenibilità ambientale e ricerca nutrizionale.
Tra i membri di diritto è stato confermato il ruolo del Comune di Mesagne, rappresentato dalla commissaria prefettizia dottoressa Maria Antonietta Olivieri e coadiuvato dal subcommissario dottor Giovanni Grassi. A completare la governance è stato indicato come segretario generale il dottor Antonio Caso, esperto in progettazione europea e gestione di Enti del Terzo Settore (ETS), mentre il Collegio dei revisori è stato riconfermato con il dottor Giampaolo Zeni alla presidenza, affiancato dai dottori Cosimo Palmisano e Giuseppe Zurlo.
Questa struttura di controllo interno dovrà garantire trasparenza e rigore nelle attività progettuali e amministrative.
Il nuovo Consiglio si è già dato appuntamento per definire il piano strategico per il triennio 2026-2029. Le priorità indicate includono il consolidamento della produzione scientifica sulla Dieta Mediterranea, l’ampliamento delle attività di divulgazione e la promozione di iniziative rivolte alle giovani generazioni per rendere il modello alimentare più accessibile e contemporaneo.
La linea programmatica punta anche a rafforzare progetti che mettano in relazione biodiversità, pratiche agricole locali e conoscenze tradizionali, sostenendo l’idea della qualità della vita come obiettivo trasversale alle azioni della Fondazione.
Tra le azioni previste è atteso un lavoro di coordinamento con istituzioni, comunità scientifiche e operatori del settore per favorire la valorizzazione dei prodotti locali e lo sviluppo di modelli turistici sostenibili. Le nomine del CdA sono state pensate per creare ponti tra mondo accademico, associazionismo e imprese, con l’intento di sviluppare progetti europei e iniziative territoriali.
La missione dichiarata resta la promozione e la salvaguardia del modello nutrizionale e culturale mediterraneo come bene collettivo.
Il consiglio uscente ha ricevuto un ringraziamento formale per il lavoro svolto: in particolare è stata riconosciuta l’attività della presidente uscente, la professoressa Stefania Maggi, e dei consiglieri che hanno terminato il loro mandato. Il nuovo CdA dovrà ora completare la composizione del Comitato scientifico e definire ulteriori nomine nell’ambito della governance, operando per tradurre le linee strategiche in programmi concreti.
Nei prossimi mesi saranno inoltre avviate le prime iniziative pubbliche e progettuali per mettere in pratica gli obiettivi annunciati dal nuovo team.