Come fare una risonanza magnetica e perchè

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Come viene eseguita una risonanza magnetica e perché si fa? A che cosa serve? Dove viene eseguita? Da chi viene fatto questo esame? Cerchiamo di saperne di più circa questo metodo diagnostico così importante, nato negli ultimi 35-40 anni, ma che sta sviluppandosi sempre di più per il suo grande utilizzo.

Perché fare una risonanza magnetica

Cerchiamo intanto di capire il perché fare una risonanza magnetica. Si tratta di un esame medico, quindi ci serve per avere delle informazioni di carattere medico, più o meno specifiche. Può servire, ad esempio, per valutare alcune immagini del nostro corpo. E’ un’indagine assolutamente sicura per l’organismo umano. A differenza dei raggi, infatti, che sono delle vere e proprie radiazioni, questa può essere tranquillamente ripetuta in poco tempo.

Il paziente si trova in un campo magnetico piuttosto forte (anche oltre 10.000-15-000 volte di più rispetto al campo magnetico della Terra). Gli atomi, quindi, acquistano energia e si vanno ad orientare a seconda del campo magnetico. Quando questo si disattiva, gli atomi vanno ad emettere un segnale, cedendo l’energia accumulata e tale segnale viene così trasformato in immagini.

Originariamente è nata per studiare il sistema nervoso centrale, quindi tutto ciò che è inerente al cervello o al midollo spinale.

Oggi, però, i suoi campi di applicazione sono molteplici e sono stati allargati ad articolazioni, addome, sistema scheletrico e articolare, vari muscoli, torace e molto altro ancora. E’ una tecnica che viene usata anche per malattie traumatiche o degenerative, ma anche infiammatorie. Può avvenire al ginocchio, al polso o alla spalla. Alcune volte viene fatta insieme alla Tac, altre volte invece è fatta in sostituzione di essa.

Dove farla

La risonanza magnetica va fatta in un apposito ambulatorio.

Ci vuole, infatti, il macchinario base per le risonanze. Lo possiamo trovare in ospedale, ma anche in strutture private, oppure in centri diagnostici, istituti radiologici e molto altro ancora. Sarà il vostro medico di base che vi fornirà le informazioni necessarie per dove recarvi a fare questo particolare esame diagnostico, non invasivo e assolutamente innocuo.

Come farla

Non esiste una vera e propria procedura su come fare la risonanza magnetica.

Vi è, però, un trattamento preventivo per valutare eventuali reazioni allergiche nel caso in cui si debba effettuare una risonanza con il mezzo di contrasto. In alcuni casi, è possibile avere una piccola reazione al liquido di contrasto, come il prurito, la nausea e il vomito, ma sono comunque dei sintomi lievi e molto temporanei, che scompaiono poi gradualmente con il trascorrere delle ore.

Le donne che allattano dovrebbero raccogliere e conservare prima dell’esame il latte necessario per le 24 ore successive alla risonanza.

Questo per evitare che il mezzo di contrasto passi al piccolo, ma dobbiamo tenere presente che le piccole quantità secrete non dovrebbero rappresentare un problema per il piccolo.

Si consiglia di indossare indumenti senza parti metalliche, come le cerniere: in tal caso, questi vestiti andranno tolti. Attenzione anche ai punti metallici di tintoria e, inoltre, al paziente viene fatto indossare spesso un camice fornito dalla struttura in questione, assieme a dei calzari monouso sterili.

Sarà necessario, inoltre, togliere tutti i piercing, i fermaglietti per capelli, anelli, bracciali, collane e orecchini, lenti a contatto, orologio, cinture, apparecchi per l’udito, protesi dentarie, busti e parrucche. Non avrete, inoltre, la possibilità di portare con voi nemmeno carte di credito o cellulari, ma nemmeno altre tessere magnetiche. In alcuni casi si richiede alle donne di rimuovere anche i cosmetici dal viso, come creme o trucchi: meglio andare lì struccate, o nel caso, portarsi delle salviette per pulire la pelle.

L’esame dura circa mezz’ora in caso di risonanza convenzionale, mentre può durare anche un’ora in caso di mezzo di contrasto. Non occorre un particolare periodo di osservazione al termine dell’esame: si può direttamente rivestirsi e tornare a casa. In genere viene richiesto un digiuno di almeno sei ore, ma sarà in ogni caso il vostro medico che vi fornirà delle informazioni più precise, allo scopo di tutelarvi e di fare in modo che l’esame sia valido, per non doverlo poi ripetere successivamente.

L’esame, inoltre, non comporta dei rischi a lungo termine, anche perché non sono usate delle sostanze radioattive, ma solo campi magnetici ad alta intensità, molto simili a quelli di radio e di televisione. Anche a distanza di tempo, quindi, possiamo tranquillamente affermare che la risonanza magnetica (un tempo chiamata anche nucleare) non fa male. E’ necessario che le donne che portano mezzi contraccettivi intrauterini, come la spirale, informino il loro ginecologo, per valutare la possibilità di toglierla e per valutare un’eventuale gravidanza indesiderata, per il rischio che l’efficacia di questo mezzo sia ridotta a causa dell’effetto dei campi magnetici.