Scopri i segreti per una vita lunga e in salute

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.

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La ricerca della longevità è un obiettivo che unisce scienza e stile di vita.

Tra i principali ostacoli alla vita lunga e in salute ci sono le malattie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di morte nel mondo. Recenti studi hanno rivelato che l’infiammazione cronica del cuore gioca un ruolo cruciale in questo processo.

L’infiammazione cronica delle arterie, causata dall’accumulo di colesterolo, è diversa da quella acuta che conosciamo, come nel caso del mal di gola. Mentre l’infiammazione acuta si spegne una volta eliminata la causa, quella cronica persiste, contribuendo allo sviluppo di malattie cardiovascolari.

L’importanza della prevenzione

La prevenzione delle malattie cardiovascolari è fondamentale per una vita lunga e in salute. Uno studio rivoluzionario, lo studio Cantos, ha dimostrato che ridurre l’infiammazione con farmaci specifici può abbassare il rischio di eventi cardiovascolari, indipendentemente dai livelli di colesterolo. Questo ha portato alla raccomandazione di misurare la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) per valutare il rischio cardiovascolare.

Per decenni, i cardiologi hanno identificato quattro principali fattori di rischio: pressione alta, fumo, colesterolo LDL e diabete.

Tuttavia, la scoperta del ruolo dell’infiammazione ha aggiunto un nuovo fattore misurabile, anche nelle persone sane, che aiuta a individuare chi è a rischio pur senza i fattori classici.

Il ruolo della genetica

La ricerca sulla longevità si sta concentrando anche sulle varianti genetiche. Tra i centenari, è più frequente una variante del gene BPIFB4, chiamata LAV (Longevity-Associated Variant). Questa variante è associata a livelli più alti di una proteina che, nei topi, ha ridotto l’aterosclerosi e migliorato la funzione del cuore.

Sebbene si tratti ancora di ricerca di base, le prospettive sono affascinanti.

Stili di vita per una vita lunga

L’American Heart Association ha identificato otto fattori chiave per la longevità, chiamati Life’s Essential 8. Questi includono quattro comportamenti: alimentazione, attività fisica, sonno e non fumare, e quattro parametri clinici: pressione, glicemia, colesterolo e peso.

L’attività fisica è uno dei pilastri più efficaci. Seguire le indicazioni di 150 minuti a settimana di attività da moderata a vigorosa riduce il rischio di malattia coronarica del 22% nelle donne e del 17% negli uomini.

Il movimento migliora la funzione dei mitocondri, abbassa l’infiammazione e la pressione, migliora il profilo lipidico e la sensibilità all’insulina, rallentando i processi di invecchiamento.

La qualità del sonno è altrettanto importante. Le evidenze più recenti mostrano che il rischio cardiovascolare è più basso con 7-8 ore di sonno a notte. A tavola, i flavanoli, composti vegetali presenti in tè, mele e frutti di bosco, sembrano proteggere il cuore quando assunti in quantità adeguate.

L’equilibrio del microbiota intestinale è un altro fattore cruciale. Le malattie cardiovascolari sono spesso associate a un intestino con meno batteri benefici e più microbi legati all’infiammazione. Una dieta varia, come quella mediterranea, ricca di fibre, frutta, verdura, legumi, cereali integrali, frutta secca e olio extravergine di oliva, è la migliore alleata.

Le raccomandazioni interessano anche i giovani. Uno studio ha individuato due momenti in cui la salute del cuore accelera il declino, intorno ai 17 e ai 37 anni.

Questo non significa che a 17 anni si manifestino problemi, ma in questa fase iniziano ad accumularsi i fattori di rischio che gettano le basi per le malattie future.

L’importanza della personalità

La longevità non dipende solo da fattori fisici, ma anche dalla personalità. Uno studio dell’Università di Cagliari ha rivelato che le persone più longeve tendono a mostrare apertura e curiosità verso il nuovo, un’indole positiva e una maggiore competenza emotiva.

Gli anziani della Zona Blu, noti per la loro longevità, dedicano in media 11,3 ore a settimana ad hobby e attività mentalmente stimolanti, rispetto alle 6,8 ore degli anziani delle aree rurali limitrofe.

Le persone gentili e collaborative si sentono più soddisfatte della propria vita, mentre quelle più inclini a stati d’animo negativi o stress percepiscono una salute fisica peggiore. La negatività, l’ansia e la depressione sono nemici della longevità, mentre l’apertura e la curiosità sono alleate preziose.