Sistema sanitario veneto in tilt: disagi per pazienti e operatori

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.

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Il 7 luglio 2026, il sistema sanitario elettronico del Veneto ha subito un grave malfunzionamento, causando disagi significativi per pazienti, medici e farmacisti.

Il problema è stato attribuito a un sovraccarico durante l’aggiornamento del Fascicolo sanitario elettronico regionale.

Il direttore generale di Azienda Zero, Paolo Fattori, ha precisato che non si è trattato di un attacco hacker, ma di un problema tecnico legato alla manutenzione del sistema. I tecnici sono intervenuti tempestivamente per risolvere il problema, che ha causato il blocco delle prenotazioni e delle ricette elettroniche per diverse ore.

Disagi per pazienti e operatori

Gli operatori dei Cup (Centri di prenotazione) sono stati costretti a chiedere ai pazienti di richiamare per fissare appuntamenti o di scrivere manualmente i dati per le visite. Centinaia di veneti sono usciti dalle farmacie senza i farmaci prescritti, poiché le ricette elettroniche non erano visibili sui computer dei farmacisti.

Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto, ha espresso preoccupazione per la frequenza di questi malfunzionamenti, che si verificano circa una volta ogni due-tre mesi.

I farmacisti hanno dovuto gestire la frustrazione dei clienti, che non potevano ritirare i farmaci prescritti.

Problemi per i medici di famiglia

Anche i medici di famiglia hanno subito disagi significativi. Giuseppe Palmisano, segretario di Fimmg Venezia, ha raccontato che non è stato possibile inviare o stampare ricette e impegnative. Per i farmaci estemporanei, come gli antibiotici, sono stati costretti a utilizzare la vecchia ricetta rossa, che però non rientra nel flusso dei dati conteggiati dalla Regione.

Palmisano ha sottolineato che questi disservizi non sono episodi isolati. Almeno una volta alla settimana, il sistema si blocca, almeno in alcune funzioni. Ha criticato l’instabilità del sistema di base, affermando che è inutile parlare di intelligenza artificiale se il sistema non è stabile.

Nuova versione del Fascicolo sanitario elettronico in Emilia-Romagna

Mentre il Veneto affrontava questi problemi, l’Emilia-Romagna ha lanciato una nuova versione del Fascicolo sanitario elettronico il 7 luglio 2026.

La nuova piattaforma, finanziata con i fondi Pnrr, è più ricca, semplice e immediata.

La nuova versione include una home page rinnovata e una funzione chiamata ‘Taccuino personale’, dove i cittadini possono inserire e consultare informazioni relative alla propria salute. La piattaforma integra anche referti di prestazioni erogate fuori regione e documenti sanitari prodotti da strutture private.

L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, ha sottolineato l’importanza del Fascicolo sanitario elettronico come punto di accesso unico ai dati clinici e ai servizi digitali.

Ha evidenziato che la telemedicina è uno degli assi strategici della sanità del futuro, permettendo di seguire meglio i pazienti cronici e ridurre gli spostamenti non necessari.

In Emilia-Romagna, il 93% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del Fse, la percentuale più alta tra tutte le regioni italiane. Il sistema ha registrato oltre 241 milioni di accessi e oltre 308 milioni di documenti consultati tra gennaio 2026 e giugno 2026.