I vantaggi e gli svantaggi della colonscopia

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La colonscopia è un esame che serve per diagnosticare eventuali anomali delle pareti interne del grosso intestino (in particolare del colon): con esso si possono scoprire tumori che, se trattati precocemente, hanno buone possibilità di guarigione.

Colonscopia

La colonscopia è una tecnica che permette di visualizzare l’interno del colon e del retto. Tale esame è necessario per indagare eventuali crescite anomale o infiammazioni presenti in questa zona del corpo.

L’esame in genere non causa particolare dolore, è possibile sentire qualche crampo o del gonfiore e, per aiutare il paziente a rilassarsi, vengono in genere somministrati dei sedativi. Il paziente è fatto sdraiare sulla schiena e il medico introduce lentamente il colonscopio nell’intestino; il tutto in genere dura meno di 45 minuti.

Durante l’esame si utilizza perciò una piccola sonda flessibile, il colonscopio, che è dotata all’apice di telecamera e fonte luminosa. Questa sonda viene inserita nell’ano, dopo una appositamente lubrificazione, e viene fatta risalire pian piano nel retto e negli altri tratti dell’intestino crasso (sigma, colon discendente, colon trasverso, colon ascendente e cieco) fino a raggiungere l’ultimo tratto dell’intestino tenue: il colonscopio a questo punto viene ritirato con delicatezza.

La telecamera permette al medico di indagare la salute del colon, osservandolo in diretta su un apposito schermo. Per rendere più chiara la visualizzazione, durante la visita viene inserita dell’anidride carbonica che permette una migliore distensione delle pareti intestinali. Questo può arrecare un certo fastidio al paziente, a cui però ricordiamo, può essere somministrato del tranquillante sedativo.

Vantaggi

La colonscopia è uno di quegli esami che proprio non piacciono. Innanzi tutto vi è il timore del dolore, che però in realtà è normalmente ben tollerato, anche per la possibilità di ricorrere ad un sedativo.

Questo è un esame importantissimo, fondamentale per indagare la presenza di tumori e anomalie che, se trattate sul nascere, danno buonissime possibilità di guarigione. Durante la colonscopia inoltre è possibile rimuovere direttamente eventuali polipi e l’esame, salvo complicanze, garantisce una protezione per i seguenti 10 anni.

Oltre perciò a fungere da videocamera, il colonscopio può intervenire direttamente nella pulizia delle pareti del colon, aspirare il contenuto intestinale, prelevare tessuto su cui eseguire biopsie o asportare direttamente dei polipi.

Le linee guida consigliano di eseguire questo esame dopo i 50 anni, da ripetere ogni decennio.

Svantaggi

Le complicanze gravi sono poco frequenti. Tra gli svantaggi che possono essere indicati nell’eseguire questo esame citiamo la perforazione dell’intestino: questo è un rischio comunque molto raro. In alcuni casi dopo la colonscopia vi può essere sanguinamento e raramente può intervenire una variazione dei livelli di ossigeno e della frequenza cardiaca: questi sono effetti causati dalla sedazione.