Bufale alimentari e verità sui grassi: guida per orientarsi tra miti e evidenze

Emanuele Galli

Emanuele Galli, partenopeo, ricorda un incontro a Capodichino con volontari sanitari che lo spinse a spiegare procedure complesse in modo semplice. In redazione adotta tono creativo e diretto, porta reportage clinici e un quaderno con disegni esplicativi per pazienti.

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Negli ultimi anni la circolazione rapida delle informazioni sui social ha reso più complesso distinguere ciò che è scientificamente provato dalle semplici credenze popolari.

Un’indagine promossa dall’Istituto Superiore di Sanità, intitolata “Bufale nel piatto”ha coinvolto circa 4mila partecipanti per verificare quanto gli italiani sappiano smascherare le fake news in ambito alimentare. Accanto ai dati del sondaggio emergono anche posizioni controcorrente sulle proprietà dei grassi, sintetizzate nel libro del cardiologo Leonardo Calò, che invita a ripensare la demonizzazione di questi nutrienti.

Risultati chiave del sondaggio Iss presentati alla Giornata mondiale della sicurezza alimentare

Il sondaggio, illustrato in occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare del 7 giugno, mostra una buona capacità generale dei partecipanti nel riconoscere affermazioni false ma anche punti di debolezza. In particolare, il 93% ha identificato come falsa l’idea che eliminare i carboidrati sia un metodo sano ed efficace per dimagrire, mentre il 90% ha riconosciuto che i prodotti light o senza zucchero non garantiscono automaticamente la perdita di peso.

Queste percentuali indicano una diffusa consapevolezza su due miti nutrizionali molto diffusi.

Ambiti di incertezza: frutta, zuccheri e glutine

Il livello di correttezza scende su alcuni temi più dibattuti: il 77% dei rispondenti ha correttamente affermato che non esistono evidenze scientifiche che sconsiglino il consumo di frutta dopo i pastimentre il 74% ha riconosciuto che lo zucchero di canna è dal punto di vista nutrizionale equivalente allo zucchero bianco. Più articolata è la percezione riguardo al glutinesolo il 67% ha chiarito che il glutine è dannoso esclusivamente per chi soffre di celiachiacon circa un terzo del campione che mostra incertezza o risposte errate.

Il decalogo dell’Iss per riconoscere le bufale alimentari

Per rispondere alla diffusione di informazioni fuorvianti, il Dipartimento Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria dell’Iss ha predisposto un decalogo pratico. Tra i punti principali: diffidare delle soluzioni semplici per problemi complessi, verificare la fonte dell’informazione, non confondere testimonianze personali con prove scientifiche e riconoscere il linguaggio emotivo che spesso accompagna le fake news. Il decalogo invita inoltre a controllare il consenso scientifico, a sospendere la condivisione impulsiva e a prestare attenzione alle informazioni decontestualizzate o parziali.

Perché il decalogo è utile

Il documento nasce con l’obiettivo di offrire strumenti concreti a cittadini, operatori sanitari e comunicatori per selezionare informazioni affidabili. L’Iss ha raccolto anche 1.339 risposte aperte nel sondaggio, utili per approfondire dubbi e necessità informative dei partecipanti e per orientare future campagne di informazione.

La posizione del cardiologo Leonardo Calò sui grassi

In un saggio pubblicato a maggio, il cardiologo Leonardo Calò propone una lettura alternativa della nutrizione: i grassisoprattutto quelli definiti “buoni” come l’olio extravergine e le noci, non sono automaticamente dannosi ma giocano un ruolo fondamentale per la funzione cerebrale, la regolazione ormonale e, secondo l’autore, anche la longevità.

Calò critica l’approccio che riduce il corpo umano a una ‘caldaia’ da cui dipendere esclusivamente le calorie e invita a considerare l’organismo come un computer biologico sensibile alla qualità dei segnali nutritivi.

Implicazioni pratiche del messaggio sui grassi

Secondo l’autore, la demonizzazione dei grassi ha portato a una diffusione di prodotti “dietetici” che spesso contengono ingredienti in grado di alterare il metabolismo e la risposta insulinica. Calò esorta a ristabilire l’attenzione sulla qualità degli alimenti naturali e a non temere un cucchiaio di olio extravergine d’oliva a crudo o una porzione di frutta secca come parte di una dieta equilibrata.

La proposta non si presenta come una dieta chiusa, ma come una guida che mette insieme cardiologia dello sport, neuroscienze ed epigenetica per ripensare le scelte alimentari.

Complessivamente, i dati dell’Iss e le argomentazioni cliniche sul ruolo positivo dei grassi convergono su un punto: la scelta informata richiede strumenti per distinguere tra promesse sensazionalistiche e evidenze scientifiche. Maneggiare con cura le informazioni sul cibo è oggi un atto di salute pubblica tanto quanto conoscere la composizione nutrizionale degli alimenti.