Intestino irritabile: la causa può essere un gene difettoso

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Molte persone credono che la sindrome dell’intestino irritabile sia accentuata dal tipo di alimentazione, ma una nuova ricerca potrebbe dimostrare che si sbagliano.

Coloro che soffrono della sindrome dell’intestino irritabile (SII) saranno felici di sapere che i ricercatori potrebbero fare presto passi in avanti riguardo la causa del disordine gastrointestinale. La causa scatenante di questa sindrome potrebbe non avere a che fare con ciò che mangiate o come vi comportate. Un bel sollievo per coloro che seguono le indicazioni alimentari del medico alla lettera ma non vedono miglioramenti. Ma allora da che cosa è causato l’intestino irritabile? La risposta è nel DNA.

Intestino irritabile e alimentazione

Un nuovo studio, coordinato dal Karlinska Institutet in Svezia, sembra mostrare un collegamento tra le mutazioni genetiche e la SII. Ciò potrebbe aiutare i ricercatori a migliorare i piani terapeutici per questa sindrome. Le cure attuali per la SII, che colpisce circa il 10% della popolazione nella maggior parte dei paesi, hanno effetto solo in parte, poiché il loro bersaglio sono i sintomi, non ciò che li causa.

“Le persone affette da SII spesso connettono i propri sintomi a determinati alimenti, in particolare carboidrati fermentabili”, ha affermato Mauro D’Amato, a capo della ricerca del Karlinska Institutet. È per questo motivo che molti evitano di mangiare alcuni cibi. Tra questi, al primo posto c’è la frutta, che fermenta nell’intestino e causa molti fastidi e dolori.

La causa: un gene difettoso

D’Amato e il suo team – scienziati di vari istituzioni europee e statunitensi – hanno osservato i cambiamenti all’interno del DNA del gene saccarosio-isomaltosio (SI), che permette al corpo di produrre saccarosio-isomaltosio, un enzima che si trova nel tratto intestinale.

Aiuta a disintegrare il saccarosio e il maltosio.

I ricercatori sapevano che le mutazioni dell’SI a volte causano forme ereditarie di intolleranza al saccarosio, che hanno sintomi simili alla SII, compresi diarrea, dolori addominali e gonfiore. Per questo, hanno provato a dimostrare l’ipotesi che cambiamenti genetici nella disintegrazione di zuccheri e amido in piccoli carboidrati possono accrescere le probabilità di soffrire di SII.

L’ipotesi si è rivelata corretta. Delle 1887 persone coinvolte, quelle affette da SII avevano, nel doppio dei casi rispetto ai partecipanti sani, anche il gene SI difettoso.

Questa scoperta potrebbe gettare le basi per ricerche future sulla sindrome dell’intestino irritabile, nutrizione e genetica. Questi studi potrebbero portare a una cura fatta su misura per coloro affetti dalla sindrome.

Curare i sintomi

Questo non significa che chi soffre di intestino irritabile debba limitarsi a far analizzare il proprio DNA. La causa genetica non toglie il fatto che la sindrome ha dei sintomi molto fastidiosi. Questi vanno, in qualche modo, curati.

Per questo i pazienti dovrebbero comunque seguire una dieta adeguata, per evitare di irritare eccessivamente l’intestino.

È preferibile evitare di mangiare dosi eccessive di frutta. Sono sconsigliati anche i latticini e i cibi piccanti (pepe, peperoncino) e gli alcolici. Fondamentale è una corretta idratazione, così come un’adeguata attività fisica, per favorire i corretti movimenti intestinali.