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30 Ottobre 2026

Chiusi i cancelli, bambini a casa: come si è svolto lo sciopero a Roma

Il 30 ottobre la capitale ha vissuto una giornata di sciopero generale: scuole chiuse, genitori confusi e strade invase da proteste che sono sfociate in violenti confronti con le forze dell'ordine.

Chiusi i cancelli, bambini a casa: come si è svolto lo sciopero a Roma

Il venerdì 30 ottobre la capitale è stata teatro di un sciopero generale indetto dalla principale confederazione sindacale di base. L’evento ha avuto ripercussioni immediate su milioni di cittadini: i cancelli di numerosi plessi scolastici sono rimasti chiusi e i genitori hanno dovuto organizzare la custodia dei figli per l’intera giornata.

Scuole chiuse nei cinque municipi più colpiti

Nel Municipio V, la chiusura della scuola media IC Laparelli è stata una delle prime a farsi notare. Nelle ore mattutine, anche l’Istituto Balzani – che ospita la sezione dell’infanzia e la primaria – e la materna “Il veliero volante” hanno comunicato l’impossibilità di aprire. A Via dei Sesami si sono registrati problemi di trasporto del personale sostituto, generando ulteriori disagi alle famiglie.

Il punto di vista dei genitori

Una madre della scuola Penazzato, rimasta comunque aperta, ha commentato che quest’anno il movimento sindacale ha colpito un numero più elevato di classi rispetto al passato, dove le interferenze si limitavano a isolate realtà. “Abbiamo temuto forti disservizi, soprattutto per il personale pendolare che avrebbe potuto avere difficoltà nei trasporti”, ha spiegato.

Il nord e l’est della città: chiusure e orari ridotti

Nel Municipio XV le autorità hanno segnalato la chiusura di almeno cinque strutture scolastiche, mentre due altre hanno dovuto operare con orari modificati. Il Municipio VIII ha visto le scuole dell’infanzia “Armonia” e “Gelsomino” non aprire, e il nido “Villaggio nel bosco” ha funzionato a metà capacità. Anche il Municipio VII ha riferito diverse chiusure per effetto dello sciopero.

Le proteste studentesche: da picchetti a marce verso il centro storico

Parallelamente al blocco delle scuole, gli studenti hanno organizzato una serie di picchetti e pre-cortei fin dalle prime ore del mattino. I gruppi si sono radunati davanti alle loro istituzioni, per poi spostarsi lungo le vie del centro, dal Colosseo alla piazza dei Cinquecento, creando un flusso continuo di manifestanti.

Il corteo autonomo di Trastevere e le reazioni della polizia

Circa duemila persone hanno iniziato un corteo autonomo nelle strade di Trastevere, spostandosi verso il Ministero dell’Istruzione nonostante i blocchi posti dalla questura. In viale Trastevere, alcuni manifestanti hanno lanciato uova con vernice rossa contro le forze dell’ordine, mentre altri hanno sventolato cartelli con lo slogan “Noi la guerra non la vogliamo”.

Scontri violenti: incappucciati, pietre e incendi

Alle 11:30, un gruppo di circa trecento individui incappucciati, spesso dotati di maschere antigas, ha tentato di deviare il percorso del corteo vicino al Colosseo. Il confronto con la polizia è degenerato in uno scambio di lanci di pietre, bottiglie e persino una molotov. Gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e cariche di alleggerimento, mentre i manifestanti incendiavano cassonetti per creare una cortina di fumo.

Il Celio sotto assedio

Nel quartiere del Celio, i manifestanti hanno eretto barricate con cassette di cemento e hanno lanciato oggetti contro il cordone di sicurezza. Alcune transenne sono state bruciate, e i vigili hanno dovuto intervenire nuovamente con l’uso di gas lacrimogeni. La situazione è stata monitorata da elicotteri della polizia, che hanno sorvolato l’area per prevenire ulteriori escalation.

Reazioni istituzionali e prospettive future

Le forze dell’ordine hanno mantenuto una presenza massiccia nei punti nevralgici: dal Ministero dell’Istruzione, dove sono stati schierati blindati, fino al Circo Massimo, dove il “Villaggio della Difesa” è stato sbarrato e vigilato da unità antisommossa. La polizia ha invitato i commercianti dell’Aventino a chiudere le serrande per motivi di sicurezza. Nonostante le tensioni, gli organizzatori hanno annunciato una nuova assemblea nazionale per il fine settimana, con l’obiettivo di spingere il governo a rispondere alle richieste dei lavoratori e degli studenti.