Effetti del covid sull’endometriosi, una patologia cronica sottovalutat

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Malgrado ultimamente se ne parli molto e ci sia grande interesse clinico riguardo questa malattia, l’endometriosi rimane in gran parte sconosciuta.

Da un sondaggio effettuato su 700 ragazze, è emerso che il 72% di loro non ne hanno mai sentito parlare nonostante il 77% riporti testimonianza di ciclo irregolare e doloroso.

L’endometriosi, o malattia endometriosica, è una condizione patologica cronica, spesso molto dolorosa, che colpisce le donne in età fertile (si stima l’11% della popolazione femminile). Questa patologia è caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale in organi diversi dall’utero o in proporzioni non appropriate all’utero stesso.

Suddivisa in più tipi (interna o esterna), l’endometriosi può colpire ed invadere più organi causando, chiaramente, diversi problemi con danni anche irreparabili e che minano la possibilità di condurre una vita normale.

In questo periodo sanitario difficile a causa della pandemia da covid, molte donne affette da endometriosi si pongono, allarmate, diverse domande relative alle conseguenze del coronavirus sulla loro patologia.

Vediamo ora nel dettaglio come il covid influisce sulla malattia e sulla vita delle donne affette da endometriosi.

Covid ed endometriosi: effetti sulla malattia

Una delle domande più frequenti, e preoccupazione legittima in merito all’emergenza attuale da covid, è se sia più facile contrarre il Coronavirus se si soffre di endometriosi.

Gli esperti rassicurano che per quanto riguarda le donne affette dalla patologia, non vi sono sostanziali differenze rispetto ad individui sani rispetto alla contrazione del virus.

L’endometriosi non è una malattia autoimmune, le donne possono stare tranquille – spiegano gli esperti – le possibilità di contagio sono le stesse mentre gli effetti sono mitigati perchè la risposta immunitaria è meno forte.

Rimangono pertanto valide le raccomandazioni generali:

  • Cercare di ridurre le fontri di stress
  • Dormire sufficientemente
  • Non affaticare il metabolismo con alcool e cibi pesanti
  • Fare attività motoria ogni giorno, anche a casa è possibile seguire corsi di allenamento, o yoga, pilates, esercizi a corpo libero in base alle proprie esigenze
  • Cercare di ridurre i processi infiammatori al meglio con alimentazione adeguata. Una dieta antinfiammatoria si rivela utile in maniera trasversale sia per mitigare i sintomi dell’endometriosi che per rafforzare le difese immunitarie.

Un altro dubbio che affligge le pazienti affette da endometriosi, e che seguono una terapia ormonale, è come fare a riprendere a lavorare se l’infiammazione, o la terapia stessa, innalzano la temperatura corporea oltre il limite consentito per l’accesso agli ambienti pubblici. Il suggerimento in questo caso è di farsi fare un certificato dal proprio medico curante, dopo opportuni accertamenti, ed eventualmente sospendere le terapie.

Endometriosi: una patologia cronica dimenticata

Oltre ai dubbi e problemi di natura strettamente fisica, per le donne affette da endometriosi, i maggiori effetti del covid sulla malattia, riguardano la diagnostica di prevenzione e i controlli periodici.

Il covid influisce così tanto sul nostro sistema sanitario, che molte pazienti non possono sottoporsi alle visite prenotate e, a causa dell’emergenza, la prevenzione ha subito forti ritardi.

Tra ingressi contingentati e visite rinviate, è diventato estremamente difficile ottenere una semplice ecografia o risonanza magnetica in tempi brevi e soprattutto giusti ed efficaci per rivelare la malattia.

L’emergenza covid ha quindi esasperato le criticità legate a questa patologia: l’assenza di personale preparato adeguatamente, la difficoltà a prenotare esami specifici nei tempi adatti a prevenire e l’abbandono delle donne afflitte da una patologia cronica e invalidante.

Malattia di cui si parla ancora troppo poco a causa dei tabù legati all’argomento mestruazioni ma che coinvolge più di 3 milioni di donne solo in Italia.