Dieta volumetrica, fa dimagrire? Il menù settimanale

Condividi

Uno dei crucci più comuni della stagione estiva rimane quello di come dimagrire senza soffrire più di tanto i crampi per la fame dovuta ad una rigida dieta.

Una soluzione interessante viene proposta dalla cosiddetta dieta volumetrica: regime alimentare che si concentra sulla densità calorica degli alimenti mangiati, e allo stesso tempo sul garantire un senso di pienezza allo stomaco riuscendo ad appagare la fame di chi mangia. Ad avere per prima l’idea di questo tipo di dieta è stata la nutrizionista Barbara Rolls. Il concetto dietro cui si basa questa dieta riguarda proprio al fatto che le persone, dopo aver fatto diete molto rigide, riprendano velocemente le proprie abitudini alimentari sbagliate, e i chili persi.

Questa dieta è pensata proprio per chi spesso è alle prese con il senso di fame.

Come strutturare il menù settimanale della dieta volumetrica

La dieta volumetrica consente di mangiare più cibo rispetto alla maggior parte delle altre diete dimagranti. Sebbene i risultati di questa dieta vengano con il tempo, essi sembrano rimanere più a fondo nel fisico di chi porta avanti questo tipo di dieta.

Un esempio tipo di colazione per la dieta volumetrica include: frutta, carboidrati, omega, fibre e proteine.

Questi sono alcune delle combinazioni possibili da adottare: 2 fette di pane integrale o di segale con marmellata miele e latte vegetale (senza zuccheri aggiunti). Valida alternativa 3 biscotti di fibre, macedonia e avocado. A metà mattina è consigliabile fare il classico spuntino con un frutto di stagione, frutta secca o un frullato di frutta con latte vegetale.

A pranzo invece è consigliabile mangiare: 2 volte la settimana cereali integrali come: pasta integrale, bulgur, amaranto, grano saraceno, kamut, orzo perlato, farro, miglio, riso integrale, nero, rosso conditi con verdure.

Da associare con dei legumi: ceci, fagioli, cicerchie decorticate, lenticchie, fave. Una volta alla settimana è invece auspicabile mangiare patate unite ad un mix di legumi, oppure pasta integrale con verdure o sugo rosso ed un cucchiaio d’olio. Per completare la routine settimanale, un’insalata con verdure miste di colori diversi, mentre quando si vuole è possibile mangiare quinoa o burger vegetali.

Anche a cena non ci si deve necessariamente limitare con questo tipo di dieta: il pesce azzurro come sgombro, alici, aringhe e sardine si possono mangiare 2-3 volte a settimana.

La carne invece va mangiata con decisamente più moderazione, 2 volte a settimana quella bianca (pollo, tacchino, coniglio) ed una quella rossa magra (tagliata di manzo o di cavallo e roastbeef). Altra opzione è composta da le uova, massimo 2-3 volte a settimana (non più di 2 nello stesso pasto), o legumi o burger di legumi, da mangiare da una a due volte la settimana.

Insomma, la dieta volumetrica segue i principi guida di qualunque altra dieta, ecco cosa ne pensa una biologa nutrizionista: “La dieta volumetrica è sostanzialmente una proposta commerciale basata su alcuni consigli che tutti i nutrizionisti darebbero per poter dimagrire, cioè ridurre le calorie, consumare più frutta e verdura, limitare grassi e condimenti.

Questa dieta, come dice il nome, gioca sul volume dei cibi e consiglia soprattutto l’assunzione di alimenti a bassa e a bassissima densità energetica (anche qui come consiglierebbe qualsiasi nutrizionista). Gli alimenti della dieta volumetrica puntano a creare ‘volume’ cioè a riempire lo stomaco e a dare senso di sazietà”.