Tiroide: quando è necessario toglierla e perché?

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Capire quando è necessario togliere la tiroide è il primo passo per una vita migliore e più sana.

Non è mai piacevole sottoporsi a un intervento di asportazione chirurgica però ci sono situazioni in cui comporta più benefici che svantaggi. La tiroide è un organo molto importante del nostro organismo ma se non funziona correttamente più causarci gravi problemi di salute. Ecco perché a volte è meglio rimuoverla. Ma quali sono i casi in cui va tolta? Si tratta di una decisione che va presa insieme a un professionista perché si tratta pur sempre di sottoporsi a un intervento chirurgico, relativamente semplice per fortuna.

La tiroide è una ghiandola del sistema endocrino deputata alla produzione di diversi ormoni fondamentali per il nostro corpo: gli ormoni T3, T4 e la calcitonina che è essenziale per il metabolismo del calcio. Purtroppo, quando questa ghiandola non è funzionante, si innescano dei processi che portano a problemi gravi come l’ipertiroidismo.

A cosa serve le tiroide e possibili patologie

La tiroide partecipa al corretto funzionamento dell’organismo in vari modi. Contribuisce alla regolazione del metabolismo corporeo, per esempio controlla la sintesi e la degradazione del colesterolo.

Ha effetti sullo sviluppo scheletrico e celebrale, inoltre ha una funzione nella sintesi di proteine, fondamentali per l’essere umano. Controlla anche parte dello sviluppo della pelle e del sistema pilifero. Ha funzioni di controllo anche per lo sviluppo dell’apparato genitale. Regola il ritmo del battito cardiaco, la temperatura corporea e l’ematopoiesi. È una ghiandola situata davanti alla trachea, nel collo.

Il medico specializzato che si occuperà di diagnosticare problemi alla tiroide è l’endocrinologo.

Per scoprire ed evidenziare possibili patologie, ricorrerà a esami specifici di natura differente: ecografie, scintigrafie, esame citologico di agoaspirato tiroideo, o risonanze magnetiche. Tramite le analisi da laboratorio sarà possibile determinare forma e dimensione della ghiandola. Una forma irregolare o una dimensione diversa dalla media potrebbero essere indicatori di patologie della ghiandola. Anche la presenza di noduli e linfonodi è parte integrante della visita.

Quando è necessario togliere la tiroide

La rimozione della tiroide è necessaria in casi specifici che non lasciano più spazio a efficaci trattamenti farmacologici alternativi.

Possiamo riassumere queste evenienze in quattro casistiche:

  • Tumore maligno alla tiroide. È il caso più frequente purtroppo. Si tratta di una neoplasia che partendo da una cellula degenerata, inizia a moltiplicarsi e a diffondersi producendo una metastasi. Il cancro alla tiroide va immediatamente trattato con un intervento chirurgico: la tiroidectomia, ovvero l’asportazione della parte di tiroide intaccata dal cancro maligno.
  • Noduli tiroidei. Questi possono essere delle forme di tumori benigni: non hanno la stessa nocività del caso sopracitato ma è bene tenerli sotto controllo perché potrebbero premere contro gli organi circostanti causando notevoli problematiche.

  • Ingrossamento della ghiandola tiroidea. Si manifesta come una leggere asimmetria nel collo e può provocare difficoltà respiratorie o nel processo di deglutizione. Viene comunemente indicata come “gozzo”.
  • Ipertiroidismo. È un altro caso in cui operare potrebbe essere la soluzione giusta. La tiroide entra in una forma di iperfunzione e produce un eccesso di ormoni tiroidei. Ciò provoca disfunzioni a più apparati dell’organismo. L’ipertiroidismo può essere causato anche da malattie autoimmuni, oltreché da noduli o gozzi.