Sindrome di Cassandra: cos’è, come si cura

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Perché si prende in riferimento Cassandra per questa sindrome? Cassandra identifica una persona pessimista, con visioni catastrofiche verso il futuro, vittima delle sue stesse aspettative negative.

Ecco cos’è e come si cura la sindrome.

Sindrome di Cassandra: cos’è, come si cura

Sicuramente avrete già sentito parlare della sindrome di Cassandra ma non sapete bene di cosa si tratta e come si riconosce. Partiamo dal dire che come il complesso di Edipo in cui viene preso a riferimento Edipo, qui interviene Cassandra per identificare una persona pessimista e vittima di se stessa. Ma chi era Cassandra?

Nella mitologia greca Cassandra era la figlia di Ecuba e Priamo, re di Troia.

Era talmente bella che persino il dio Apollo si innamorò di lei. Questi, per indurla a concedersi, le fece il dono della “Profezia”. Cassandra, però, negò di soddisfare i desideri di Apollo, che si vendicò rendendo inefficace il dono che le aveva dato. Così Cassandra continuò a prevedere il futuro, ma non fu più creduta, nemmeno su profezie vere e disastrose.

Da qui viene ripresa la sindrome di Cassandra per descrivere persone che fanno previsioni sul futuro, generalmente catastrofiche, alle quali gli altri non credono e che quindi fanno sentire la persona costantemente svalutata e le fanno pensare di essere inutile.

Questa sindrome si identifica principalmente con bassa autostima e depressione; paura; mettersi alla prova costantemente.

In psicologia è, dunque, una patologia che porta a fare sempre profezie avverse sul proprio futuro o su quello degli altri. Coloro che soffrono di questo complesso alla lunga non vengono creduti e finiscono quindi per non riuscire ad amare se stessi e avere fiducia in sé, soffrendo spesso di depressione.

In tutti coloro che ne soffrono ci sono alcune caratteristiche ricorrenti: chi ne soffre agisce per mettersi alla prova in ogni occasione possibile, vive un costante sentimento di paura, ha una scarsa autostima e ha difficoltà a riconoscere il proprio valore, vuole avere il controllo del futuro.

Le persone che soffrono di questa sindrome mostrano gravi difficoltà nell’amare se stesse. Allo stesso tempo, è possibile che si sviluppino episodi di depressione reattiva, specie in seguito a eventi negativi vissuti come profezie auto-avveranti.

Cos’è la Sindrome di Cassandra? La cura

La Sindrome di Cassandra, come abbiamo detto, è un disturbo di tipo comportamentale il cui nome si lega al mito greco di Cassandra. La persona che soffre di questo disturbo tende costantemente a immaginare un futuro negativo, catastrofico, per sé e per gli altri. Non essendo creduta, e spesso svalutata, proprio un senso di frustrazione e anche depressione reattiva. Una possibile cura alla sindrome di Cassandra è certamente un percorso terapeutico comportamentale, con un supporto psicologico professionale.

Attraverso un percorso terapeutico, infatti, la persona potrà esplorare la propria storia con l’ottica di avere maggiore conoscenza del proprio disturbo e di quanto la propria visione catastrofica lo porti ad agire in modo disfunzionale.

Potrà inoltre imparare a distinguere le profezie che immagina dalla realtà, così da imparare a vedere con maggiore consapevolezza e serenità ogni possibile avvenimento e i suoi potenziali esiti, non solo quelli negativi.