Il 13 ottobre 2026, a Bruxelles, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) presenterà ufficialmente la campagna triennale “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028”. Il cuore dell’offerta è un portale multilingue, frutto di una cooperazione inter-istituzionale, che raccoglie linee guida, studi e strumenti operativi per affrontare i rischi psicosociali e promuovere il benessere psicologico dei lavoratori.
Pur non introducendo nuovi obblighi legislativi, l’iniziativa si pone come ponte tra la normativa nazionale, in particolare il D.lgs. 81/2008 e la pratica quotidiana delle imprese. L’articolo 28, comma 1, obbliga alla valutazione di tutti i rischi, compreso lo stress lavoro-correlato mentre l’articolo 17 attribuisce al datore di lavoro la responsabilità non delegabile della redazione del documento di valutazione dei rischi (DVR). Il nuovo portale intende
Lancio a Bruxelles: caratteristiche e obiettivi del portale europeo
Il sito, disponibile in tutte le lingue dell’Unione, propone una serie di risorse scaricabili – schede operative, video-tutorial e report di ricerca – pensate per facilitare il riconoscimento dei fattori di stress e la loro gestione. Tra le funzioni più innovative troviamo un dashboard interattivo che permette alle aziende di monitorare indicatori come carichi di lavoro, autonomia decisionale e frequenza di segnalazioni di mobbing.
Oltre a fornire materiale informativo, il portale raccoglie eventi, seminari e workshop in programma durante il triennio, creando una rete di condivisione di buone pratiche tra imprese, sindacati e autorità di vigilanza. In questo modo, la campagna mira a trasformare la salute mentale da elemento marginale a pilastro della politica di sicurezza sul lavoro.
Rischi psicosociali evidenziati: carichi eccessivi, autonomia limitata e violenza
Tra i principali pericoli segnalati dalla campagna vi sono: orari di lavoro prolungatiritmi intensiscarso margine di autonomia nelle decisioni operative, difficoltà relazionali e, in casi più gravi, molestie o comportamenti violenti. Anche una comunicazione interna poco chiara può alimentare il disagio, generando un clima di incertezza e timore.
Le evidenze raccolte da studi comportamentali mostrano che la combinazione di questi fattori aumenta la probabilità di esaurimento professionale e di malattie cardiovascolari. Perciò il portale propone modelli di analisi dei fattori di rischio basati su questionari anonimizzati, che consentono di individuare le aree critiche prima che si traducano in assenze per malattia o calo di produttività.
Strumenti pratici per imprese: dalla valutazione alla prevenzione operativa
Le indicazioni offerte dalla campagna si traducono in un percorso a tappe: (1) valutazione preliminare dello stress lavoro-correlato, integrando le metriche previste dal D.lgs. 81/2008(2) coinvolgimento del Servizio di Prevenzione e Protezione e del medico competente per analizzare i dati raccolti; (3) elaborazione di misure correttive – riorganizzazione dei carichi, chiarimento delle responsabilità, miglioramento dei canali di comunicazione.
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) gioca un ruolo cruciale, come previsto dall’articolo 50 del D.lgs., partecipando attivamente alle consultazioni e segnalando tempestivamente le criticità emergenti. Le aziende che adottano i tool del portale possono, ad esempio, introdurre turni più flessibili, prevedere momenti di debriefing settimanale e creare spazi di ascolto gestiti da professionisti della salute mentale.


