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5 Novembre 2026

Tumore al pancreas, l’impegno di Regione Lombardia per curare Jessica: il farmaco in Italia non c’è

La Regione Lombardia sta definendo un percorso per far accedere Jessica Scarpa, mamma lecchese con un tumore al pancreas metastatico, al Daraxonrasib approvato negli Stati Uniti. L'assessore Bertolaso spiega come la stessa strada potrebbe aprirsi anche ad altri pazienti.

Tumore al pancreas, Lombardia verso il farmaco per Jessica

La Regione Lombardia sta definendo un percorso per permettere a Jessica Scarpa, giovane madre di Olginate, nel Lecchese, di accedere al Daraxonrasib, un farmaco mirato contro il tumore al pancreas disponibile negli Stati Uniti. La donna ha una malattia metastatica ed è già seguita dall’Asst di Lecco. L’intervento della Regione arriva dopo l’appello che lei stessa aveva lanciato il 9 ottobre con una raccolta fondi online. Il suo obiettivo era ottenere una terapia che potrebbe allungarle la vita e darle più tempo da trascorrere con i suoi gemelli di tre anni e mezzo.

Se il percorso andrà in porto, Jessica potrebbe ricevere la cura direttamente a casa, nella struttura sanitaria del suo territorio che già la ha in carico.

Bertolaso: una risposta anche per altri pazienti

L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha illustrato l’impegno della Regione senza citare per nome la paziente. «Riteniamo doveroso impegnarci affinché i pazienti possano accedere alle migliori cure che la medicina, grazie anche alle tecnologie più moderne, oggi mette a disposizione», ha dichiarato.

L’assessore ha aggiunto che la Regione intende fare tutto il possibile «per aiutare questa paziente, ma anche per dare una risposta a chi possa trovarsi nella stessa situazione, di fronte a una malattia terribile come il tumore al pancreas».

Per il caso della donna lecchese il primo passaggio tecnico è già stato completato. «Per questo caso abbiamo già acquisito la valutazione dell’oncologo di riferimento», ha precisato Bertolaso.

Il ruolo dell’oncologo e l’autorizzazione straordinaria

Per eventuali altri malati, ha spiegato l’assessore, «sarà necessario verificare, sempre attraverso il parere dello specialista, che le condizioni cliniche siano compatibili con le indicazioni previste per l’utilizzo del farmaco, in conformità con quanto oggi autorizzato dalla FDA (Food and Drug Administration), così da valutare la possibilità di presentare un’istanza di autorizzazione straordinaria tramite la struttura che ha in cura il paziente».

Il criterio di riferimento, quindi, è l’indicazione approvata dall’agenzia statunitense del farmaco. La valutazione clinica resta affidata allo specialista che segue ogni singolo paziente. La richiesta formale parte invece dall’ospedale.

Due anni di terapie e una recidiva al fegato

Nel testo con cui ha aperto la raccolta fondi, Jessica si è presentata così: «Ciao, sono una mamma innamorata dei suoi bimbi». Poi ha ripercorso la sua storia clinica, a partire da «la diagnosi che ha cambiato tutto: tumore al pancreas. Da allora ho affrontato una duodenocefalopancreasectomia, un intervento di oltre 10 ore, e 12 cicli di chemioterapia durissimi. Ho stretto i denti pensando solo a loro. Purtroppo non è finita lì. Il tumore è tornato nel fegato e sta avanzando, nonostante le nuove chemioterapie che sto facendo ora».

La duodenocefalopancreasectomia è uno degli interventi più complessi della chirurgia addominale. Nel suo caso, però, non è bastata a fermare la malattia, che si è ripresentata con metastasi epatiche.

La speranza riposta nel Daraxonrasib

Nel suo appello Jessica ha descritto il Daraxonrasib come un farmaco mirato che, nei primi studi, ha allungato la sopravvivenza. Secondo quanto scritto dalla donna, il medicinale ha ottenuto l’approvazione negli Stati Uniti e un primo via libera in Europa. «Per me non è solo un farmaco, è la possibilità di restare ancora mamma, ancora presente», ha scritto.

Quasi 450mila euro di donazioni e l’appello di Bassetti

La sua storia ha avuto un’ampia eco. Anche l’infettivologo Matteo Bassetti ha lanciato un appello pubblico a suo sostegno. Le donazioni raccolte finora si avvicinano ai 450mila euro.

Una partecipazione che la donna ha voluto ringraziare con un messaggio ai sostenitori: «state trasformando la mia paura in speranza e non lo dimenticherò mai».

La strada indicata dalla Regione è ora quella dell’istanza di autorizzazione straordinaria, che dovrà essere presentata dall’Asst di Lecco. Chi si trova in una situazione clinica simile non deve muoversi da solo. Il primo passo indicato dall’assessorato è il confronto con il proprio oncologo, che dovrà verificare se le condizioni della malattia rientrano nelle indicazioni autorizzate dalla FDA. Solo in quel caso la struttura di cura potrà avviare la richiesta.