Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha firmato oggi un provvedimento che sospende la battuta venatoria della lepre europea in un ristretto patrimonio di zone del territorio. La decisione, valida dal 31 ottobre al 30, nasce dalla necessità di arginare la diffusione della mixomatosi legata alla variante virale Toledo-MYXV, già presente in tutte le province tranne Belluno.
Decreto regionale: ambiti e durata dell’intervento
Il provvedimento riguarda dodici Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e un Comprensorio alpino: RO01, RO02, RO03, PD04, VE02, VE03, VE04, VR05, VR06, TV03, TV05, TV06 e il comprensorio TV14. In queste aree è stato imposto il divieto di prelievo venatorio della lepre comune fino al termine della stagione, fissato al 30 novembre, così come stabilito dall’articolo 17 della legge regionale 50/1993. Non si tratta di una chiusura totale della caccia nella regione, ma di una misura localizzata e temporanea, mirata a preservare le popolazioni più a rischio.
Divieto di cattura, trasferimento e ripopolamento
Parallelamente, su proposta degli assessori Dario Bond (Agricoltura) e Gino Gerosa (Sanità), la Giunta ha emanato il divieto assoluto di cattura, trasferimento e immissione di lepri, anche provenienti dall’estero, a fini di ripopolamento su tutto il territorio regionale. Questa restrizione rimarrà in vigore fino a diversa disposizione, subordinata all’andamento epidemiologico e alle valutazioni della struttura regionale preposta alla sanità animale.
Sorveglianza intensificata e ruolo degli operatori
Per sostenere le misure di contenimento, la Regione ha deciso di potenziare la sorveglianza passiva. Gli ATC e i Comprensori alpini dovranno lanciare campagne informative rivolte a cacciatori, operatori faunistici e agricoltori, invitandoli a segnalare tempestivamente qualsiasi lepre morta, morente o con sintomi riconducibili alla mixomatosi. I segnali da osservare includono noduli cutanei, gonfiore delle palpebre e infiammazioni oculari. Le segnalazioni dovranno includere coordinate, foto e una descrizione dettagliata dei sintomi, per consentire un monitoraggio più efficace.
Coinvolgimento dei servizi veterinarî e dell’IZSVE
Le segnalazioni saranno trasmesse ai Servizi Veterinari dell’ULSS competente, con il supporto dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVE) per gli accertamenti di laboratorio. Questo approccio integrato garantisce una rapida identificazione dei focolai e consente di aggiornare costantemente il quadro epidemiologico regionale.
Impatto sulla produzione cunicola e sulla salute animale
Oltre alla fauna selvatica, la mixomatosi ha già interessato allevamenti di conigli e lepri, evidenziando una dimensione agricola importante. Il Veneto produce circa il 40 % della carne cunicola nazionale, con la provincia di Treviso responsabile di circa il 20 % del totale italiano, seguita da Padova e Vicenza. L’assessore Bond ha sottolineato come la sorveglianza e le segnalazioni tempestive siano fondamentali per contenere il rischio sia per la fauna selvatica sia per il comparto produttivo.
L’assessore alla Sanità, Gino Gerosa, ha richiamato il principio di In Universum Salus, evidenziando l’interdipendenza tra salute umana, animale e ambientale. Ha rimarcato che un approccio integrato è indispensabile per prevenire la diffusione del virus e tutelare l’intero ecosistema veneto.
