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Spesso si crede che il morbillo sia una malattia esclusivamente infantile, relegata a un’epoca passata. Tuttavia, recenti ricerche pubblicate su The Lancet Infectious Diseases rivelano una realtà preoccupante: circa il 10% degli italiani non è protetto contro questa malattia, e una buona parte di questi sono adulti, specialmente nella fascia di età tra i 20 e i 40 anni. Per approfondire questa tematica, è stata intervistata la dottoressa Antonietta Filia, primo ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità.
La gravità del morbillo
Il morbillo è una malattia altamente contagiosa e potenzialmente letale. Sebbene molte persone possano considerarla un semplice malanno infantile, i dati dimostrano che può avere conseguenze gravi. Generalmente, il decorso della malattia è di poche settimane, ma in circa un terzo dei casi si verificano complicazioni significative. A livello globale, il morbillo rimane una delle principali cause di mortalità tra i bambini di età inferiore ai 5 anni.
Le complicazioni associate al morbillo
Le complicazioni più comuni includono epatite, otite e diarrea; tuttavia, la polmonite colpisce un paziente su 20 ed è in grado di provocare insufficienza respiratoria. Altre complicazioni meno frequenti, ma molto gravi, sono di natura neurologica, come l’encefalite, che si manifesta in circa un caso su mille e può lasciare danni permanenti. È importante notare che il tasso di mortalità può variare notevolmente, raggiungendo il 5-10% nei paesi a basso reddito.
Il rischio durante la gravidanza
Le donne in gravidanza che contraggono il morbillo possono affrontare complicazioni più elevate. Non solo la madre è a rischio, ma anche il bambino, che potrebbe nascere prematuro o con un peso insufficiente. Questi fattori rendono fondamentale la prevenzione attraverso la vaccinazione.
La contagiosità del morbillo
Il morbillo è estremamente contagioso, molto più dell’influenza. Si trasmette tramite le goccioline respiratorie emesse da una persona infetta durante una tosse o uno starnuto. Il virus può rimanere attivo nell’aria e su superfici per un tempo considerevole, fino a due ore. Ciò significa che chiunque si trovi in un ambiente dove è presente una persona infetta può contrarre la malattia anche dopo la sua uscita.
Perché gli adulti sono vulnerabili
Il vaccino contro il morbillo è stato introdotto in Italia nel 1976, ma per anni le coperture vaccinali sono state insufficienti. Negli anni ’80 e ’90, le percentuali di vaccinazione erano così basse che molti adulti di oggi non hanno ricevuto la vaccinazione da bambini. Questo gruppo, ora adulto, è particolarmente suscettibile e gioca un ruolo significativo nella trasmissione della malattia.
L’importanza della vaccinazione
La vaccinazione rappresenta l’unica vera difesa contro il morbillo. È essenziale per fermare la diffusione della malattia e ridurre le complicazioni associate. Sono raccomandate due dosi del vaccino: la prima ha un’efficacia del 93-95%, mentre la seconda aumenta questa percentuale fino al 97%. Un’adeguata copertura vaccinale non solo protegge gli individui, ma anche le comunità, in particolare quelle più vulnerabili, come bambini e persone immunocompromesse.
Situazione attuale in Italia
Attualmente, la percentuale di vaccinati con la prima dose in Italia è di circa il 95%, ma per la seconda dose si attesta solo all’85%. È cruciale raggiungere almeno il 95% di copertura con entrambe le dosi per eliminare il morbillo. Solo quando tutte le aree del mondo avranno raggiunto l’eradicazione si potrà considerare il morbillo completamente debellato.
È fondamentale che anche gli adulti considerino la vaccinazione contro il morbillo. In Italia, il vaccino è gratuito fino ai 59 anni e raccomandato per chi non ha documentazione di precedenti vaccinazioni o malattie. Controllare il proprio stato vaccinale è un passo fondamentale, soprattutto prima di viaggi in paesi dove il morbillo è ancora presente.



