Situazione critica del farmaco Nexobrid per ustioni in Italia

Esplora la carenza del farmaco Nexobrid e le opzioni disponibili per il trattamento delle ustioni in Italia.

Negli ultimi anni, la carenza di farmaci ha rappresentato una sfida significativa per il sistema sanitario italiano. Tra i medicinali che mancano sul mercato, il Nexobrid emerge come un caso di particolare rilevanza, specialmente per il trattamento delle ustioni. Questo farmaco è stato designato per assistere i giovani feriti a seguito dell’incidente di Crans-Montana, attualmente ricoverati in diverse strutture italiane.

Il Nexobrid, in forma di polvere e gel, è prodotto dalla società Mediwound, con sede a Yavne, in Israele, ed è distribuito in Italia attraverso Mediwound Germany. La sua approvazione risale al 2012, quando è stato autorizzato in tutti i Paesi dell’Unione Europea, Italia inclusa. Tuttavia, la sua somministrazione è riservata a pazienti con prescrizione medica e deve essere effettuata da personale sanitario appositamente formato.

Situazione attuale e autorizzazioni

Secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la situazione di carenza per il dosaggio di 2 grammi di Nexobrid è stata dichiarata come “cessata la commercializzazione definitiva” a partire da ottobre. Per quanto riguarda il dosaggio da 5 grammi, sono stati riscontrati “problemi produttivi”. In risposta a questa situazione, l’AIFA ha concesso il permesso per l’importazione di farmaci analoghi autorizzati all’estero, come indicato in una comunicazione ufficiale del 21 novembre.

Misure straordinarie per garantire la terapia

L’AIFA ha specificato che tali misure vengono adottate solo in situazioni di emergenza, quando non esistono alternative terapeutiche valide disponibili sul mercato italiano. Attualmente, circa 300 farmaci sono elencati come carenti, evidenziando la gravità del problema nel Paese.

Principio attivo e meccanismo d’azione

Il componente principale del Nexobrid è la bromelina, un enzima estratto dal gambo dell’ananas. Questo principio attivo ha la capacità di degradare le lunghe catene proteiche in unità più semplici, favorendo la rimozione delle escare, ovvero i tessuti necrotici, dalle ustioni. Grazie alla sua azione rapida, il farmaco consente di trattare le ferite in tempi brevi, rendendo il processo di guarigione più efficace.

Alternative disponibili per il trattamento delle ustioni

Il professor Steven Paul Nisticò, esperto di Dermatologia presso la Sapienza Università di Roma e del Policlinico Umberto I, ha osservato che, nonostante la carenza di Nexobrid, esistono altre opzioni terapeutiche. Tra queste, le tecniche chirurgiche possono essere utilizzate per rimuovere l’escara, anche se richiedono più tempo rispetto all’uso di Nexobrid e, in alcuni casi, possono necessitare di anestesia. Inoltre, vi sono farmaci alternativi che impiegano enzimi proteolitici diversi dalla bromelina, come la collagenasi, che possono essere utilizzati per trattare le ustioni.

In conclusione, la carenza del Nexobrid in Italia pone una seria sfida per l’assistenza ai pazienti ustionati. Tuttavia, la disponibilità di alternative terapeutiche, sia farmacologiche che chirurgiche, offre speranza per garantire cure adeguate a chi ne ha bisogno.

Scritto da Staff

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