Il crollo di Ueno Bank ha scosso l’intero sistema finanziario paraguayan, privando di accesso a conti correnti circa tre milioni di cittadini e numerosi enti pubblici. La banca, nata nel 2023 con licenza digitale, aveva rapidamente conquistato più del 60% della popolazione adulta, ma una serie di irregolarità ha portato la banca centrale a intervenire con urgenza. Il provvedimento, adottato all’unanimità il 2 novembre, ha posto l’istituto sotto amministrazione speciale e ha avviato la procedura di risoluzione per tutelare i correntisti.
Cause della crisi: capitale insufficiente e prestiti rischiosi
Le indagini hanno messo in luce una grave carenza di capitale: il patrimonio della banca era inferiore alla metà del minimo richiesto dalla normativa. Oltre a ciò, Ueno Bank aveva concesso ingenti prestiti a società collegate ai propri proprietari, superando i limiti di legge e senza le adeguate garanzie. Alcune spese erano state erroneamente registrate come attività, creando un quadro di irregolarità contabili che, una volta corretto, ha evidenziato l’entità del déficit. Il deficit di capitale ha provocato il crollo dell’indice di solvibilità, spingendo le autorità a bloccare immediatamente conti, carte, applicazioni e bonifici.
Impatto sui risparmi dei cittadini e dell’amministrazione
Circa 380 milioni di dollari investiti dall’Istituto di previdenza sociale (IPS) sono stati coinvolti nella crisi, includendo fondi pensionistici e sanitari. Nonostante la banca abbia garantito la continuità dei pagamenti a circa 32.000 pensionati, la maggior parte dei 2,9 milioni di correntisti si è trovata in balia di lunghe code davanti alle filiali di Asunción, incapaci di prelevare denaro o effettuare pagamenti. La paura di un collasso finanziario ha inasprito le tensioni, con manifestazioni diffuse in tutta la capitale.
Ripercussioni politiche: dimissioni di Santiago Peña
Il presidente Santiago Peña ha presentato le dimissioni nella serata del 5 novembre, citando la necessità di preservare la stabilità del Paese e la pace sociale. La decisione è avvenuta mentre il Congresso deliberava sull’impeachment, con l’opposizione e persino il partito al governo, il Colorado, che aveva revocato il proprio sostegno. In un video pubblicato su X, Peña ha dichiarato: “Ho deciso di dimettermi pensando alla stabilità del nostro Paese”. Le dimissioni dovranno essere approvate dal Congresso, mentre il vicepresidente Pedro Alliana è stato designato come potenziale successore.
Reazioni istituzionali e iniziative di emergenza
Il presidente della Banca centrale, Carlos Carvallo, ex capo di Ueno, è stato sollevato dall’incarico su richiesta di Peña. Otto alti dirigenti di Ueno, tra cui il presidente Miguel Vázquez, sono stati oggetto di mandati d’arresto; Vázquez si è comunque presentato alle autorità. La Banca centrale ha annunciato l’assunzione del controllo dell’istituto per tutelare i correntisti e avviare la verifica di attivi e passivi, con l’obiettivo di trasferire i depositi ad altre banche. Un provvisorio garanzia dei fondi è stata prevista per consentire ai risparmiatori di ritirare, nel più breve tempo possibile, una parte dei loro soldi.
Prospettive future per il settore bancario paraguayan
Il rischio di un effetto domino su altre istituzioni finanziarie è stato affrontato con misure preventive da parte della Banca centrale, che ha sottolineato la solidità del sistema e la presenza di meccanismi di tutela. Tuttavia, la perdita di fiducia dei consumatori potrebbe determinare una revisione delle normative su prestiti intercompany e sui requisiti di capitale per le banche digitali. Le autorità stanno anche valutando un potenziamento della vigilanza per evitare che casi simili si ripetano, soprattutto in un contesto in cui il digitale sta diventando il principale canale di accesso ai servizi bancari.
