Salta al contenuto
22 Ottobre 2026

Vaccini, Rizzo (UniPi): “Contro pneumococco proteggere i lattanti il prima possibile”

vaccini rizzo unipi contro pneumococco proteggere i lattanti il prima possibile 2

(Adnkronos) – “Proteggere i bambini dalle malattie invasive da pneumococco fin dai primissimi mesi di vita, garantendo al tempo stesso la massima protezione immunitaria possibile alla popolazione adulta e ai soggetti più fragili”. È questa una delle priorità della prevenzione vaccinale evidenziate da Caterina Rizzo, professore ordinario di Igiene e Medicina preventiva all’università di Pisa, intervenuta al 59esimo congresso nazionale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), a Genova dal 21 al 24 ottobre. 

“Oggi sappiamo che la maggior parte dei casi di malattia invasiva da pneumococco nei più piccoli si concentra soprattutto entro i primi 6 mesi di vita. È quindi fondamentale proteggere i lattanti quanto prima, attraverso le prime due dosi vaccinali, che devono essere efficaci nella prevenzione delle forme invasive e soprattutto nei confronti dei sierotipi più pericolosi”, spiega Rizzo, richiamando in particolare l’attenzione sul sierotipo 3. 

La prevenzione antipneumococcica, tuttavia, non riguarda esclusivamente la prima infanzia, ma deve accompagnare l’intero arco della vita, con particolare attenzione alle fasce di popolazione maggiormente esposte alle conseguenze delle infezioni. “Quando parliamo di protezione lungo tutto il corso della vita e di massima protezione disponibile – sottolinea l’esperta – dobbiamo prestare grande attenzione alla capacità dei vaccini utilizzati di indurre una risposta immunitaria efficace contro i sierotipi che oggi rappresentano il rischio maggiore, sia per i bambini molto piccoli sia per gli anziani”. Tra quelli che destano particolare attenzione, Rizzo richiama i sierotipi 3 e 8, ribadendo la necessità di concentrare gli sforzi della prevenzione sui ceppi attualmente più pericolosi. “L’obiettivo oggi è proteggere al massimo la popolazione adulta, quella fragile e i bambini molto piccoli nei confronti di questi sierotipi, che rappresentano una delle principali minacce”, conclude la specialista. 

—

cronaca

[email protected] (Web Info)