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24 Ottobre 2026

Biodermogenesi e cicatrici da ustione: al Simcri 2026 i risultati di un’esperienza clinica internazionale

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(Adnkronos) – Dalle prime esperienze con i bambini profughi dalla guerra in Siria ai progetti di ricerca che coinvolgono migliaia di pazienti ustionati: è questo il percorso che ha portato Biodermogenesi a sviluppare un’esperienza specifica nel trattamento delle cicatrici da ustione, termica e chimica. I risultati e le prospettive di questa esperienza saranno al centro dell’intervento di Maurizio Busoni, founder di Biodermogenesi e docente del master di medicina estetica dell’Università di Barcellona, in programma oggi alle ore 15.30, all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, nell’ambito del Simcri (Società italiana di Medicina e Chirurgia rigenerativa polispecialistica) 2026. “Negli ultimi cinque anni, la metodologia Biodermogenesi ha mostrato risultati promettenti nel trattamento delle cicatrici da ustione, con esperienze cliniche documentate anche attraverso pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Un percorso – si legge nella nota di Biodermogenesi – che ha interessato anche persone sopravvissute a violenze di genere, per le quali il recupero delle condizioni dei tessuti e il miglioramento della qualità di vita rappresentano aspetti fondamentali del percorso terapeutico. In questo ambito si inserisce anche la partnership ufficiale tra Biodermogenesi e la Polizia di Stato”. 

 

Dalla Turchia l’input per nuovi protocolli terapeutici. L’impiego di Biodermogenesi nel trattamento delle cicatrici da ustione nasce circa dieci anni fa in Turchia, quando Maurizio Busoni viene coinvolto in un progetto dedicato a bambini con ustioni estese e gravi, di secondo e terzo grado. Un’esperienza che ha dato impulso allo sviluppo di protocolli specifici e ha aperto nuove prospettive di applicazione del metodo. “Circa 10 anni fa – racconta Maurizio Busoni – mi contattò il dottor Serafettin Saracoglu, un caro amico che vive ad Istanbul, che mi prospettò la possibilità di curare con Biodermogenesi alcuni bambini coperti da estese e gravi ustioni di II e III grado. In quel periodo erano ospitati in Turchia moltissimi bambini profughi dalla guerra in Siria. Dopo aver visto le fotografie di quei bambini decisi di coinvolgere alcuni colleghi ricercatori per sviluppare dei protocolli specifici. I risultati conseguiti furono superiori alle nostre aspettative e negli anni successivi ho personalmente ricevuto lettere da parte delle famiglie dei bambini trattati, che mi raccontavano come la loro vita fosse migliorata dopo i trattamenti”. Da quella prima esperienza si è sviluppato un percorso di collaborazione scientifica e clinica che prosegue ancora oggi. Il nuovo capitolo si concentra ad Ankara, dove è stato avviato un progetto pluriennale con la dottoressa Aysegul Aksu e il dottor Kivanc Kilic, attraverso le rispettive cliniche. L’obiettivo è approfondire l’impiego di Biodermogenesi sia nel trattamento delle cicatrici da ustione sia in combinazione con la chirurgia plastica ricostruttiva, sviluppando protocolli terapeutici integrati e personalizzati. 

 

Oltre 7.000 pazienti ustionati. La casistica raccolta nell’ambito delle esperienze cliniche sviluppate in Turchia comprende oltre 7.000 pazienti ustionati e più di 600 interventi chirurgici abbinati a Biodermogenesi. “I risultati evidenziano un elevato livello di efficacia e l’assenza di effetti collaterali osservati”. L’esperienza clinica del dottor Kivanc Kilic si concentra sull’impiego sistematico del metodo nel trattamento delle cicatrici, con particolare attenzione al recupero dell’elasticità dei tessuti e alla personalizzazione della terapia. “Da tre anni utilizzo Biodermogenesi nella mia pratica clinica per il trattamento delle cicatrici da ustione. La sinergia tra campi elettromagnetici, stimolazione elettrica e vacuum favorisce il processo di rimodellamento del tessuto cicatriziale, che recupera un’elasticità diversamente insperata. Il livello di soddisfazione mio e dei miei pazienti è estremamente elevato e questo mi porta a considerare Biodermogenesi quale terapia elettiva delle cicatrici, che posso così gestire con una importante personalizzazione dell’approccio terapeutico in base alle caratteristiche di ogni singola cicatrice”.  

 

 

Più di 600 interventi chirurgici. Un altro ambito di sviluppo riguarda l’integrazione tra Biodermogenesi e chirurgia plastica e ricostruttiva, attraverso un approccio che prevede l’impiego del metodo sia prima sia dopo l’intervento chirurgico. L’obiettivo è intervenire sulle caratteristiche delle cicatrici, contrastare le fibrosi e favorire il recupero della mobilità, soprattutto quando sono coinvolti il volto, il collo e le articolazioni. La dottoressa Aysegul Aksu, che da oltre dieci anni si occupa di cicatrici da ustione, sottolinea il valore di questo approccio combinato: “Da oltre 10 anni mi occupo di cicatrici da ustione e Biodermogenesi ha apportato enormi benefici nell’eliminazione delle fibrosi causate dalle cicatrici, favorendo un recupero della mobilità del volto, del collo e delle articolazioni dei miei pazienti. Tutti i pazienti sono dettagliatamente documentati, anche se la cosa più importante non si potrà trovare nelle cartelle cliniche, perché la loro felicità nel vivere una vita migliore non si può trascrivere a parole”. 

 

Un progetto di ricerca per ampliare le evidenze scientifiche. Il progetto di Ankara rappresenta un passaggio significativo nel percorso di ricerca di Biodermogenesi. La possibilità di analizzare un’ampia casistica clinica e di confrontare i risultati ottenuti con la metodologia Biodermogenesi con quelli delle terapie tradizionali punta a contribuire al consolidamento delle evidenze scientifiche sull’efficacia e sulla sicurezza del trattamento. “Il progetto maturato ad Ankara permette di analizzare quella che probabilmente è la più grande casistica al mondo relativa a pazienti ustionati – continua Busoni – ed è destinata a consolidare efficacia e sicurezza di Biodermogenesi nella letteratura scientifica. Per la prima volta potremo infatti comparare migliaia di pazienti curati con le terapie tradizionali con i pazienti curati con Biodermogenesi. Ritengo che questo progetto di ricerca, insieme ad altri che abbiamo attivato in parallelo, porterà al riconoscimento a livello planetario di Biodermogenesi quale terapia elettiva per le cicatrici da ustione”. 

 

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