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23 Ottobre 2026

Decreto urgente: 105 milioni per il gasolio dei trasportatori

Il Paese intraprende una corsa contro i blocchi stradali, investendo milioni per il carburante e minacciando sanzioni per i camionisti violenti.

Decreto urgente: 105 milioni per il gasolio dei trasportatori

Le proteste dei camionisti, che da settimane paralizzano i principali snodi logistici, hanno spinto il governo a intervenire con un decreto-legge d’urgenza. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare una crisi nella distribuzione di beni di prima necessità, ripristinando al contempo la libera circolazione delle merci su tutto il territorio nazionale.

Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri, prevede un investimento complessivo di 175 milioni di euro, di cui la quota maggiore – 105 milioni – è destinata specificamente al settore autotrasporto. La misura si inserisce in un più ampio pacchetto di interventi che comprende agricoltura, pesca e la sospensione della tassa sui minipacchi fino al primo gennaio 2027.

Il contenuto del decreto-legge

Il prodotto di 105 milioni per i tir si articola in diverse componenti. Prima di tutto, viene aumentato il credito d’imposta per il gasolio, che passa da 430 a circa 480 milioni di euro grazie a un’iniezione aggiuntiva di 45,2 milioni destinata al periodo marzo-agosto 2026. Inoltre, 60 milioni sono riservati alle spese sostenute dal 1° settembre al 5 ottobre 2026, con una finestra di accesso che si chiuderà a novembre per gli operatori che hanno presentato dichiarazione entro ottobre.

Misure a sostegno di agricoltura e pesca

Per il comparto agricolo sono stati stanziati 60 milioni di euro a fondo perduto, destinati a garantire l’acquisto di 121 milioni di litri di carburante a un contributo massimo di 45 centesimi per litro. La pesca beneficia di un contributo di 10 milioni, anch’esso erogato nel 2026. Entrambe le misure mirano a evitare interruzioni nella catena alimentare.

Le richieste delle autorità e le dichiarazioni politiche

La Commissione di Garanzia sugli scioperi ha richiesto la precettazione degli autotrasportatori, ricordando l’art. 13, comma 1, lett. f, della legge n. 146/1990. La sua nota sottolinea che, sebbene alcune sigle abbiano mostrato responsabilità, i blocchi persistenti compromettono gravemente l’approvvigionamento di beni essenziali. Il governo ha risposto con fermezza: la premier Giorgia Meloni ha definito le azioni violente “intimidazione” e ha promesso l’uso di tutti gli strumenti legali, inclusi i reati previsti dal decreto sicurezza.

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha sottolineato che le risorse extra saranno distribuite anche ai piccoli operatori, con una “spalmatura” del costo del carburante sui committenti e la sospensione dei leasing fino a marzo 2027. Edoardo Rixi, viceministro ai Trasporti, ha confermato l’avvio dei pagamenti e la possibilità per le prime 2 000 imprese di accedere al credito entro la settimana successiva.

Impatto sul territorio: dallo sblocco al ritorno della normalità

Le regioni del Sud – Sicilia, Puglia, Basilicata, Molise e Calabria – hanno registrato un progressivo ritorno alla regolarità, con la riapertura di numerose arterie e il ripristino delle forniture di benzina e diesel. Tuttavia, la Campania resta l’unica zona in cui piccoli gruppi continuano a bloccare gli sbocchi autostradali, provocando carenze di carburante nella capitale.

In Calabria, la fine della protesta ha permesso il rifornimento di supermercati con frutta e verdura fresca, mentre in Basilicata i negozi hanno riacquistato la disponibilità di carne e prodotti deperibili. Le autorità hanno avviato anche indagini per verificare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nei presidii agricoli, come riferito dalla commissione parlamentare Antimafia.

Le associazioni di categoria hanno accolto con favore le misure: Conftrasporto ha elogiato la rapidità dell’intervento, mentre Confimprenditori ha espresso scetticismo, ritenendo le iniziative “pannicelli caldi” che rischiano di svanire nel tempo. Il Codacons, dal canto suo, ha avvertito di possibili rincari al consumo, con un impatto su circa l’88 % del valore della merce venduta nei negozi.