Il 6 novembre il volo Az4000, con a bordo il Papa Leone XIV, lascia l’aeroporto di Fiumicino per atterrare a Montevideo. A meno di un mese dal ricovero per la rimozione di un tumore al polmone, il Pontefice parte per una delle missioni più lunghe della sua pontificia vita: 12 giorni, 14 località, 31 000 km, tre paesi sudamericani. L’itinerario, già comunicato dallo Stato Vaticano, prevede discorsi in spagnolo, due voli in elicottero e un contingente di supporto medico ordinario, dimostrazione di una pronta ripresa e di un impegno pastorale che non conosce barriere geografiche.
Via libera medica e preparativi di sicurezza
Il Gemelli, ospedale dove il Papa ha subito l’intervento, ha rilasciato il nulla osta dopo 23 giorni di convalescenza. Il prof. Luigi Carboni, medico curante, accompagnerà il Pontefice durante l’intera trasferta, supportato da uno staff sanitario che ha già seguito i viaggi apostolici precedenti. Perché il percorso prevede tappe in zone di alta quota, come Santa Cruz de Succhubamba (2 000 m) e Cuzco (3 400 m), l’aeronautica militare peruviana ha predisposto un aereo-ambulanza pronto a intervenire in caso di emergenza, garantendo così una copertura completa sia sanitaria che logistica.
Itinerario dettagliato: da Montevideo a Cuzco
Il viaggio si apre con l’arrivo a Montevideo alle 20.30 ora italiana. Dopo una breve sosta nella capitale dell’Uruguay, il Papa si dirige verso Paysandù e Florida, per poi imbarcarsi la domenica 8 verso Buenos Aires, prima tappa argentinissima. L’Argentina ospiterà gli incontri a Córdoba e a Buenos Aires, dove il Pontefice renderà omaggio al predecessore Francesco, nato a Buenos Aires e mai riacquistato la patria durante il suo pontificato. La fase finale si svolge in Perù: le città di Lima, Cusco e Callao saranno il palcoscenico di discorsi e visite alle comunità locali, con passaggi in elicottero per superare le difficoltà di accesso delle Ande.
Le tappe nelle Ande peruviane
Sabato 14, il Papa Leone XIV partirà in elicottero per Santa Cruz de Succhubamba, villaggio situato a più di 2 000 metri di altitudine. Il giorno successivo volarà verso Cuzco, antica capitale dell’Impero Inca, posta a 3 400 metri sul livello del mare. Queste località, remote e montagne, saranno il quadro ideale per parlare di sviluppo sostenibile e di protezione delle risorse naturali, temi che il Pontefice ha indicato come valori centrali della missione.
Obiettivi pastorali: povertà, disuguaglianze e tutela ambientale
Il Sud America ospita più di un miliardo di cattolici, ma registra anche una forte secolarizzazione e la crescita di movimenti evangelici. Il Papa Leone XIV ha definito i tre cardini della sua visita: contrastare la povertà estrema, ridurre le disuguaglianze sociali e promuovere la salvaguardia dell’acqua e delle foreste. In Uruguay, definito il “Paese più laico del continente”, il Pontefice interverrà nei dibattiti su separazione Stato-Chiesa, evidenziando la necessità di una “famiglia solidale” anche al di fuori del contesto religioso.
Messaggi simbolici: dal telegramma a Mattarella al ricordo di Francesco
Al decollo, il Pontefice ha inviato un telegramma al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, con un “cordiale saluto” e “fervide preghiere per il bene e la prosperità dell’intera nazione”. Questa consuetudine diplomatica sottolinea l’importanza del viaggio anche a livello internazionale. A Buenos Aires, invece, sarà dedicato un momento commemorativo a Papa Francesco, il quale, nonostante le radici argentine, non è mai riuscito a rientrare nel suo paese d’origine durante il suo pontificato. Il gesto è stato interpretato come il compimento di un desiderio incompiuto del suo predecessore.
Con un programma fitto di 37 discorsi, l’auspicio del Papa Leone XIV è quello di lasciare un segno tangibile: una chiesa che parla non solo di spiritualità, ma anche di giustizia sociale e rispetto per il pianeta, portando il messaggio di pace e fratellanza alle popolazioni più vulnerabili dell’America Latina.
